Pubblicato il 8 Novembre 2022
Un giudizio durissimo, quello del giurista Vladimiro Zagrebelsky, sul cosiddetto “Decreto sbarchi”, l’ex giudice della Cedu, (La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali) infatti, taglia corto: “Così si tradisce il diritto d’asilo”.
Il giurista Vladimiro Zagrebelsky (nella foto d’apertura) è chiaramente contro le misure del governo sugli sbarchi. “Sul piano del diritto, nonostante il diffuso argomentare esposto a sostegno del decreto, sono ben chiare le ragioni della sua contrarietà al diritto internazionale ed europeo, che disciplina la materia”, questo è ciò che pensa l’ex giudice della Corte Europea dei diritti dell’Uomo. “Non si tratta tanto della selezione che viene effettuata tra i migranti sulla nave, ammettendone a terra alcuni e non altri. In effetti la legge prevede il divieto di respingimento e di espulsione per coloro che ricadono nella elencazione di una nutrita serie di persone vulnerabili, prevalentemente per ragioni debolezza fisica. Si tratta però di un elenco più ampio di quello che si legge nel decreto ministeriale”, ha spiegato Zagrebelsky.
“Si può immaginare – continua il giurista – che il soccorso che tali persone ricevono una volta a terra consenta loro anche di presentare domanda di asilo o delle altre forme di protezione internazionale umanitaria previste dalla legge. Ma è proprio questa la possibilità che viene, invece negata, ai migranti che rimangono sulla nave“.
Secondo Zagrebelsky, l’intimazione ai Paesi di bandiera delle navi di occuparsi della sicurezza e dei migranti “e la ricerca, che il governo dichiara, di un coordinamento europeo, con la ricollocazione dei migranti in altri Paesi membri dell’Unione prima ancora che essi sbarchino sulla terraferma italiana, non ha fondamento giuridico nelle convenzioni internazionali. E assume un tratto autoritario che è l’esatto contrario dell’atmosfera dialogante che potrebbe dar frutto”.
Zagrebelsky conclude che “Non si prova, quindi soltanto sconcerto, perché in uno Stato di diritto il governo dovrebbe piegarsi alle leggi, nazionali o internazionali ma anche un sentimento vergogna, senza che su questo giudizio pesi il fatto che l’Italia non è la sola nazione a mostrare insofferenza per le leggi e per le esigenze umanitarie“.
Foto d’apertura: di Quirinale.it, Attribution, https://commons.wikimedia.org

