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Il Governo ascolta le imprese e valuta proroga delle accise

Pubblicato il 1 Aprile 2026

Tavolo al Mimit per ricucire lo strappo

Il governo ha deciso di aprire un confronto con il mondo produttivo sul tema della Transizione 5.0, ma al suo interno restano evidenti divergenze tra i principali protagonisti. In particolare, le posizioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e di quello delle Imprese Adolfo Urso appaiono ancora distanti.

Il tavolo convocato con urgenza al Ministero delle Imprese e del Made in Italy vedrà la partecipazione anche di Tommaso Foti e rappresenterà un momento cruciale di dialogo e confronto, reso necessario dopo le tensioni esplose in seguito all’approvazione del decreto fiscale, che ha provocato la dura reazione di Confindustria.

Obiettivo: ricucire con gli industriali

L’incontro punta a ridurre la frattura con le imprese, ma anche a gestire le divergenze interne tra il Ministero dell’Economia e quello delle Imprese. Una situazione complessa che si inserisce in un contesto di decisioni urgenti: nei prossimi giorni, infatti, il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi per affrontare il nodo della proroga del taglio delle accise, in scadenza subito dopo Pasqua.

L’esecutivo sta valutando un’estensione della misura oltre il 7 aprile, pur confermando che si tratterebbe di un intervento limitato nel tempo, dal costo di poco superiore ai 400 milioni di euro.

Risorse limitate e priorità da definire

Sul fronte della Transizione 5.0, proseguono i confronti tecnici tra Mimit, Mef e Affari europei per individuare possibili soluzioni. Tuttavia, il ministro Giorgetti mantiene una linea rigorosa: le risorse destinate alle imprese, pari a 1,3 miliardi di euro, non subiranno modifiche né verranno incrementate.

Secondo il Mef, la situazione internazionale, segnata anche dalla crisi in Medio Oriente, impone di stabilire priorità chiare e di non destinare l’intero ammontare degli incentivi esclusivamente alla Transizione 5.0.

La posizione più aperta di Urso

Di diverso avviso è Adolfo Urso, che si mostra più incline al dialogo con il sistema produttivo. Il ministro sottolinea la necessità di trovare una soluzione condivisa, evidenziando come le imprese italiane abbiano già sostenuto sforzi significativi. La sua posizione è considerata più vicina alle richieste avanzate da Confindustria.

Le preoccupazioni delle imprese

Dal lato delle aziende, resta forte la preoccupazione per le recenti modifiche. Il presidente della Piccola Industria, Fausto Bianchi, parla di un “taglio retroattivo” che penalizzerebbe le imprese che avevano già richiesto gli incentivi.

Secondo gli industriali, queste decisioni rischiano di generare gravi problemi di liquidità e di aumentare l’incertezza, rendendo ancora più urgente un chiarimento da parte del governo.

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