Pubblicato il 22 Luglio 2021
Affidando il neonato al padre naturale ed ex compagno, invece di chiamare i soccorsi, indipendentemente dal comportamento del padre naturale che decise di inscenare abbandono e ritrovamento del bambino, non poteva non sapere i rischi ai quali avrebbe sottoposto il piccolo, a maggior ragione visto che era già madre di due figli e donna adulta. Sono queste in sintesi le motivazione che hanno portato il Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Ragusa ad accogliere di fatto l’opposizione del tutore del piccolo, alla richiesta di archiviazione della posizione della madre formulata dalla Procura.
Imputazione coatta per la madre naturale del piccolo Vittorio Fortunato, quindi. In sostanza, vengono così rinviati gli atti al pm affinchè formuli entro 10 giorni l’azione penale che riguardi la donna, per abbandono di minore.
Il 20 novembre Vittorio Fortunato era stato dato in pre affidamento ad una famiglia di fuori provincia. Il 15 luglio, la Corte di Appello di Catania aveva revocato la dichiarazione di adottabilità del piccolo sostenendo che, per errore, il Tribunale per i minorenni di Catania, non ha permesso alla madre di chiedere la sospensione dei provvedimenti e di riconoscere il figlio e esercitare i suoi diritti.
Aveva decretato la adottabilità del piccolo senza tenere conto che i genitori, perlomeno la madre in quell’arco temporale, dal ritrovamento al decreto, erano conosciuti, tanto che la donna aveva dichiarato alle autorità inquirenti di essere la madre di quel neonato.
Allo stato attuale, l’unica cosa certa è la data dell’udienza fissata per l’avvio del processo l’11 novembre 2021 con rito abbreviato condizionato, nei confronti dell’ex compagno della donna, imputato per abbandono di minore. In questo procedimento intanto la donna è stata ammessa come parte civile ma il pronunciamento del gip per l’imputazione coatta della donna potrebbe cambiare ancora una volta il percorso.

