Pubblicato il 27 Gennaio 2026
I pannelli già instabili prima di Capodanno
Pochi giorni prima della notte di Capodanno, nel locale Le Constellation di Crans-Montana erano già emersi gravi problemi con i pannelli fonoassorbenti, gli stessi che in seguito hanno preso fuoco provocando l’incendio in cui sono morte 40 persone.
Secondo quanto rivelato dalla tv svizzera Rts, i pannelli si staccavano dal soffitto e il personale stava cercando soluzioni di fortuna per rimediare. Il tutto emerge da messaggi e video scambiati tra Gaëtan, allora responsabile del locale, e il proprietario Jacques Moretti, mostrati dal programma Mise au point.
Soluzioni improvvisate lontane dagli standard di sicurezza
Rts ha diffuso anche documenti e immagini che mostrano lo stato precario del locale nei giorni precedenti al rogo. In alcuni video si vedono stecche da biliardo appoggiate su sgabelli e spinte verso il soffitto per tenere in posizione i pannelli acustici che si stavano staccando.
Un intervento artigianale e inadeguato, ben distante dalle norme di sicurezza previste per un locale aperto al pubblico.
I messaggi tra responsabile e proprietario
Il video con i pannelli instabili sarebbe stato inviato da Gaëtan a Jacques Moretti circa una settimana prima di Natale. In risposta, il proprietario avrebbe dato indicazioni tramite messaggi vocali e video.
Secondo alcuni legali delle famiglie delle vittime, questo scambio rappresenta un elemento cruciale per accertare eventuali responsabilità. Le immagini, riferisce Rts, sono state trasmesse alla polizia, che ha ascoltato Gaëtan come testimone.
Gli audio acquisiti agli atti dell’inchiesta
Negli audio inviati al collaboratore, Moretti suggerisce verifiche sul materiale:
“Prova a toglierne uno e vedi se cade… ho usato una schiuma che non conosco”, avrebbe detto.
Dopo altri video ricevuti da Gaëtan, sarebbero arrivati ulteriori messaggi vocali: “Ok, allora ne rimetteremo” e “Togli pure le altre”, ora acquisiti negli atti della procura di Sion.
I test sulla schiuma e il materiale infiammabile
A rafforzare l’ipotesi di un deterioramento e di una pericolosità del materiale ci sono anche video consegnati agli inquirenti dall’avvocato Romain Jordan, che assiste molte famiglie delle vittime.
In quelle immagini si vedrebbe il tentativo di incollare i pannelli al soffitto sostenendoli con stecche da biliardo.
Lo stesso Moretti ha ammesso di aver fatto prove artigianali sulla schiuma, raccontando di averla testata con un cannello e di aver notato che bruciava facilmente, producendo anche fumo intenso.
I controlli passati e il documento sulla cauzione
Moretti ha inoltre dichiarato che nel 2018 e 2019 il locale era stato controllato sia dal Comune di Crans-Montana sia dai vigili del fuoco, senza rilievi ufficiali.
Un programma televisivo ha anche diffuso il documento relativo alla cauzione pagata dal proprietario per uscire dal carcere, nell’ambito dell’inchiesta in corso.
La testimonianza del padre di Gaëtan
Jean-Michel, padre di Gaëtan, dopo aver visto i video sul telefono del figlio, ha espresso forte indignazione:
“È evidente che la sicurezza non era una priorità. Chiedere ai dipendenti di incollare materiali al soffitto con un po’ di colla è inaccettabile in un locale pubblico”, ha dichiarato.
Il giovane era arrivato dalla Francia all’inizio di dicembre, entusiasta di lavorare in Svizzera dopo esperienze in locali prestigiosi. Ma presto, racconta il padre, era preoccupato per la gestione del bar e per la presenza di minorenni, tanto da pensare di dimettersi e tornare in Francia, temendo però di non ricevere lo stipendio di dicembre.
Le condizioni di Gaëtan dopo l’incendio
Gravemente ustionato, Gaëtan era stato trasferito prima a Losanna e poi in un ospedale parigino. Oggi è seguito medicalmente vicino alla casa dei genitori, nel dipartimento del Gard, mentre l’inchiesta prosegue per chiarire se i problemi noti ai pannelli abbiano contribuito in modo decisivo alla tragedia.

