Pubblicato il 29 Gennaio 2026
Sotto inchiesta il capo della sicurezza pubblica del Comune
Nell’indagine sulla strage di Crans-Montana emerge un nuovo nome: Christophe Balet, attuale responsabile del servizio di sicurezza pubblica del Comune, è stato ufficialmente iscritto nel registro degli indagati per il rogo che ha distrutto il locale Le Constellation.
Secondo gli investigatori, dal 2019 non sarebbero stati effettuati i controlli obbligatori sul locale, nonostante fossero previsti con cadenza annuale.
Balet sarà interrogato dalla Procura di Sion il prossimo 6 febbraio alle 8:30. Prima di lui erano già finiti sotto inchiesta i gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, oltre a un ex funzionario comunale che in passato aveva ricoperto lo stesso incarico oggi affidato a Balet.
I precedenti incarichi e la questione dei controlli mancati
Christophe Balet in passato è stato comandante dei vigili del fuoco e capo della sicurezza in diversi comuni della zona, tra cui Grimisuat, Ayent e Arbaz.
L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sulle presunte falle nei sistemi di vigilanza comunale, che avrebbero potuto contribuire a creare le condizioni per la tragedia.
Il Comune escluso come parte civile
Nel frattempo, la Procura del Canton Vallese ha respinto la richiesta del Comune di Crans-Montana di costituirsi parte civile nel procedimento.
La decisione, formalizzata con un’ordinanza del 27 gennaio, potrà essere impugnata entro dieci giorni.
Secondo indiscrezioni, a pesare sulla scelta dei magistrati sarebbero state proprio le criticità legate ai controlli sulla sicurezza, che renderebbero il Comune potenzialmente coinvolto sul piano delle responsabilità.
Le reazioni del Governo italiano e la collaborazione con la Svizzera
Nei giorni scorsi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani avevano espresso forte sconcerto per la scarcerazione di Jacques Moretti, avvenuta dietro pagamento di una cauzione ritenuta troppo bassa.
Dopo le sollecitazioni italiane, le autorità svizzere hanno aperto alla possibilità di istituire squadre investigative congiunte per approfondire le indagini sull’incendio.
Tajani ha chiarito che non c’è stato alcun incidente diplomatico con Berna, ma che l’Italia chiede con forza che venga fatta piena luce sui fatti, soprattutto perché tra le vittime e i feriti ci sono cittadini italiani.
Il ministro ha inoltre sottolineato che, in presenza di ritardi o scelte contestate, è legittimo valutare anche il coinvolgimento di magistrati di altri cantoni, nel rispetto delle procedure previste dall’ordinamento svizzero.

