Pubblicato il 21 Febbraio 2026
Il futuro in bilico del divulgatore
“Del futuro non v’è certezza”, scriveva Lorenzo de’ Medici nella “Canzona di Bacco”. Una frase che oggi sembra adattarsi perfettamente alla situazione di Alberto Angela e al suo rapporto con la Rai.
Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, il noto divulgatore scientifico sarebbe senza contratto da diversi mesi, una circostanza che ha alimentato interrogativi e polemiche. A sollevare pubblicamente la questione è stato il Movimento 5 Stelle, che ha puntato il dito contro le scelte economiche dell’azienda di servizio pubblico.
Il malcontento nasce soprattutto dal confronto con le risorse stanziate per un nuovo programma affidato a Tommaso Cerno: 850.000 euro, una cifra definita eccessiva dagli esponenti pentastellati. Il giornalista, già direttore de Il Giornale, è attualmente impegnato anche a Domenica In accanto a Mara Venier, Enzo Miccio e Teo Mammucari, circostanza che aveva già suscitato discussioni.
Tagli, risparmi e scelte contestate
In una nota indirizzata all’amministratore delegato della Rai, il M5S ha espresso forte contrarietà: “Svegliarsi e leggere che questa ipotesi è confermata, con un costo monstre di 850.000 euro, ci rende veramente schifati”.
La polemica non riguarda solo il nuovo format di Cerno, ma si inserisce in un quadro più ampio di presunti tagli e ridimensionamenti che avrebbero interessato altri programmi del servizio pubblico. Nel mirino anche la situazione di Mario Tozzi, il cui show sarebbe in bilico.
La domanda sollevata dall’opposizione è netta: come si possono invocare risparmi generalizzati mentre figure simbolo come Alberto Angela restano senza contratto?
Nonostante le incertezze, Angela tornerà in onda a inizio marzo con uno speciale dedicato alla Reggia di Palace of Versailles. Tuttavia, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la sua posizione contrattuale resterebbe ancora indefinita.
Già nel 2017, il divulgatore – figlio di Piero Angela – aveva parlato del clima di instabilità che si respirava in Rai. All’epoca dichiarò di voler continuare a lavorare puntando sulla qualità, evitando polemiche sul proprio futuro. Una linea mantenuta anche oggi: nessuna presa di posizione pubblica, solo l’impegno a proseguire con programmi di alto livello.
Il debutto complicato del programma di Cerno
Nel frattempo, il nuovo progetto televisivo di Tommaso Cerno procede tra ostacoli e tensioni interne. Secondo diverse indiscrezioni, il debutto sarebbe stato rinviato e ridimensionato.
Inizialmente previsto nella fascia delle 13, subito prima del Tg2, il programma sarebbe stato collocato dopo il telegiornale. Anche la data di partenza avrebbe subito uno slittamento: dal 2 al 9 marzo.
Sul progetto peserebbero inoltre proteste sindacali e minacce di sciopero da parte dei dipendenti Rai, segno di un clima tutt’altro che sereno.
In un contesto già attraversato da tagli e riorganizzazioni, la vicenda mette in evidenza le tensioni che attraversano il servizio pubblico, tra scelte editoriali, costi e incertezze sul futuro dei suoi volti più rappresentativi.

