Pubblicato il 11 Luglio 2025
I primi risultati dell’inchiesta: nessun guasto tecnico, ma leve carburante disattivate
Dai primi risultati dell’indagine sull’incidente aereo del Boeing 787 di Air India, precipitato il 12 giugno scorso nei pressi di Ahmedabad, emergono elementi sorprendenti: non ci sarebbe stato alcun guasto ai motori. Secondo fonti vicine alle autorità statunitensi, le leve del flusso carburante ai due motori erano state disattivate, portando alla perdita di spinta poco dopo il decollo.
Il volo, diretto a Delhi, ha causato la morte di 260 persone, con un solo sopravvissuto. L’inchiesta, supportata dal National Transportation Safety Board (NTSB) americano, si sta ora concentrando sulle azioni dell’equipaggio.
Le leve del carburante disattivate durante il decollo
Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal e da The Air Current, i due interruttori che regolano il flusso di carburante verso i motori sarebbero stati manualmente spenti, causando il blocco dei propulsori del Boeing 787 Dreamliner. La manovra ha portato a una drastica perdita di potenza a pochi metri dal suolo.
Non è ancora chiaro perché i piloti abbiano eseguito questa operazione: resta da stabilire se si sia trattato di un errore umano, di un’azione intenzionale o di un tentativo di gestire una situazione di emergenza. Le autorità non escludono nessuna ipotesi.
Piloti esperti, manovra anomala
Un fatto che aumenta il mistero è la grande esperienza dei piloti. Il comandante Sumeet Sabharwal aveva accumulato oltre 10.000 ore di volo, mentre il copilota Clive Kunder ne aveva più di 3.400. Air India ha confermato che entrambi avevano segnalato un’emergenza pochi istanti prima dello schianto.
Una manovra accidentale come quella della disattivazione delle leve del carburante appare quindi incompatibile con il livello di esperienza dell’equipaggio, rendendo ancora più complessa la ricostruzione dei fatti.
Il ruolo della turbina RAT: attivata prima dell’impatto
L’analisi degli investigatori suggerisce un collegamento con l’attivazione della RAT (Ram Air Turbine), una turbina di emergenza che si avvia automaticamente quando l’aereo perde tutte le fonti di energia principali e ausiliarie. Il suo utilizzo indica che il sistema di bordo aveva rilevato una perdita totale di potenza, a supporto dell’ipotesi di motori spenti manualmente.
La RAT ha lo scopo di mantenere operativi i sistemi critici, come i comandi di volo, in modo da consentire un atterraggio di emergenza, che in questo caso purtroppo non è riuscito.
Impatto a pochi minuti dal decollo: il video mostra la perdita di potenza
In un video amatoriale dello schianto si vede il Boeing 787 alzarsi da terra per pochi metri, per poi perdere rapidamente potenza e precipitare su un ostello studentesco vicino all’aeroporto. Inizialmente si era ipotizzata una guasto improvviso ai motori, ma le verifiche tecniche non hanno rilevato malfunzionamenti, nemmeno al motore installato recentemente.
Il velivolo, consegnato da Boeing ad Air India nel 2014, montava motori GE, risultati regolarmente funzionanti.
Attesa per il rapporto ufficiale
L’inchiesta è condotta formalmente dall’Aircraft Accident Investigation Bureau (AAIB) indiano, con il supporto del NTSB. Per ora non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali, ma un rapporto preliminare dovrebbe essere pubblicato nei prossimi giorni.
Le scatole nere dell’aereo sono al vaglio degli investigatori, che stanno analizzando i dati di volo e le comunicazioni tra i piloti, fondamentali per chiarire definitivamente le cause della tragedia.

