Pubblicato il 21 Marzo 2026
Misure cautelari per due indagati
Su disposizione della Procura distrettuale di Catania, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Gip nei confronti di due persone.
Un uomo classe 1973 è stato colpito dal divieto temporaneo di esercitare attività lavorative e professionali in ambito bancario per dodici mesi, mentre una donna classe 1976 è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte a settimana.
Accuse gravi: circonvenzione e tentata appropriazione
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile, hanno fatto emergere gravi indizi di reato, pur nel rispetto della presunzione di innocenza.
Le accuse riguardano circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita, entrambe aggravate, in relazione a un piano volto a sottrarre un ingente patrimonio.
La segnalazione e l’avvio delle indagini
L’inchiesta è partita da una segnalazione di funzionari di un istituto bancario di Catania, insospettiti da alcune operazioni anomale.
Al centro della vicenda una anziana cliente facoltosa, senza familiari stretti, che sarebbe stata presa di mira dagli indagati.
Un piano per sottrarre un patrimonio da 3 milioni
Gli investigatori hanno documentato un sistema organizzato per appropriarsi di beni per circa 3 milioni di euro.
Attraverso attività tecniche e tradizionali, è stato possibile individuare i soggetti coinvolti mentre mettevano in atto operazioni mirate a trasferire e controllare il patrimonio della vittima.
Il ruolo chiave della fioraia e dei complici
Già nel novembre 2025 era scattata una prima fase dell’operazione con l’arresto di una fioraia, ritenuta figura centrale dell’intero disegno criminoso, e i domiciliari per un avvocato.
La donna, vicina di casa dell’anziana, avrebbe:
- guadagnato la sua fiducia,
- manipolato la vittima,
- isolato completamente l’anziana dal mondo esterno, rendendola dipendente da lei e dalla figlia.
All’85enne sarebbe stato impedito perfino di ricevere posta o contatti telefonici, creando una condizione di totale isolamento e vulnerabilità.
Professionisti coinvolti nel sistema
Per rendere credibile l’operazione, il piano si avvaleva di professionisti compiacenti:
- un avvocato incaricato di gestire il trasferimento dei fondi,
- un consulente finanziario,
- una segretaria di uno studio notarile.
Quest’ultima avrebbe avuto un ruolo determinante nel suggerire strumenti legali utili a portare avanti il progetto, come:
- procure speciali e generali,
- redazione di un nuovo testamento che annullasse il precedente.
Il nuovo atto prevedeva la nomina della fioraia come erede universale, al posto di un ente religioso inizialmente beneficiario.
Pagamenti sospetti e falsi presupposti
Durante le indagini è emerso anche il versamento di denaro alla segretaria dello studio notarile, giustificato come una semplice mancia ma ritenuto dagli inquirenti un compenso illecito per il supporto fornito.
Inoltre, sarebbe stato tentato di ottenere un certificato medico per attestare la capacità mentale dell’anziana, nonostante fosse emerso un deficit cognitivo e un’alterazione dell’orientamento temporale.
Protezione della vittima
A seguito dell’intervento delle autorità, è stato nominato un curatore per l’anziana, che si occupa tuttora della sua assistenza e della tutela del patrimonio.

