« Torna indietro

Carrara

Insegnava da anni senza laurea: condannato falso professore in Lombardia, dovrà restituire 63mila euro

Pubblicato il 18 Dicembre 2025

Ogni giorno entrava in classe come un normale docente: lezioni, compiti corretti, riunioni e progetti scolastici. C’era però un elemento fondamentale che mancava: non aveva alcuna laurea, nonostante avesse sempre dichiarato il contrario per ottenere incarichi di insegnamento.
La verità è emersa dopo alcuni controlli e un uomo di 39 anni, che per anni ha lavorato in istituti superiori della Brianza e del Comasco, è stato condannato dalla Corte dei Conti della Lombardia. Dovrà restituire al Ministero dell’Istruzione e del Merito 63.233,45 euro, pari agli stipendi percepiti dal 2021 in poi.

L’imputato ha sostenuto di non aver agito con intento fraudolento, spiegando di essere stato spinto dalla necessità di lavorare e dalla convinzione di poter svolgere comunque il ruolo con impegno e competenza. Una versione che non ha convinto i giudici.

Le lauree inesistenti e il curriculum inventato

Dalle verifiche è risultato che il falso professore ha insegnato per diversi anni in vari istituti superiori del territorio brianzolo e comasco. L’uomo ha sottolineato di non aver mai ricevuto segnalazioni negative o lamentele da parte di dirigenti, colleghi, studenti o famiglie.
Per accedere alle cattedre, però, millantava il possesso dei requisiti necessari, dichiarando di essere laureato in Ingegneria gestionale della logistica e della produzione presso l’Università Federico II di Napoli, con il massimo dei voti.

Gli incarichi ottenuti con dichiarazioni false

Grazie a un titolo di studio mai conseguito, l’uomo ha ottenuto incarichi come supplente al liceo scientifico Marie Curie di Meda e all’IIS Luigi Castiglioni di Limbiate, nel Monzese.
Per accedere a quelle cattedre aveva presentato una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, attestando falsamente il possesso della laurea.

Nel maggio 2022, presentando domanda per l’inserimento nelle graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze degli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, aveva dichiarato di aver conseguito la laurea triennale nel 2008 e la specialistica nel 2011, entrambe alla Federico II, arrivando ad attribuirsi un inesistente 110 e lode. Anche grazie a queste dichiarazioni ha ottenuto un ulteriore incarico.

La scoperta, le dimissioni e la condanna

Quando ha compreso che erano in corso controlli approfonditi e che la sua posizione stava emergendo, l’uomo si è dimesso. Successivamente ha tentato di lavorare in altri istituti, ricorrendo a nuovi titoli dichiarati, anch’essi risultati non validi.

Il 16 marzo 2023, il provveditorato regionale ha ufficialmente disposto l’esclusione dalle graduatorie. È quindi arrivata la sentenza della Corte dei Conti, che ha parlato di una condotta illecita evidente, sottolineando come l’azione dell’uomo fosse chiaramente finalizzata a ingannare l’amministrazione pubblica per ottenere incarichi in assenza del titolo abilitante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *