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Interinali Ast in presidio notturno: cresce la protesta a Palermo

Pubblicato il 27 Febbraio 2026

Notte in rimessa per non lasciare soli i colleghi

PALERMO, 27 febbraio 2026. Prosegue senza sosta la mobilitazione di circa trenta autisti e meccanici dell’Azienda Siciliana Trasporti, che hanno trascorso la notte all’interno della rimessa di via Ugo La Malfa, a Palermo.

I lavoratori interinali hanno scelto di restare tra autobus e auto parcheggiate nel piazzale aziendale per solidarietà verso i colleghi provenienti da altri comuni, impossibilitati a rientrare nelle proprie abitazioni dopo aver lasciato le vetture ai capolinea.

La protesta va avanti da giorni e nasce dal timore concreto di perdere il posto di lavoro dopo otto anni di servizio svolto tramite agenzie interinali.

Il nodo della selezione e il timore dei licenziamenti

Al centro della contestazione vi è la decisione dell’azienda, partecipata dalla Regione Siciliana, di bandire una selezione per 73 operatori di esercizio. Secondo i manifestanti, non sarebbe stato previsto alcun punteggio aggiuntivo o criterio premiale per chi lavora già dal 2018, nonostante l’esperienza maturata sul campo.

Sono circa 145 i lavoratori coinvolti, che da anni garantiscono il servizio pubblico. “La situazione è diventata insostenibile”, affermano in coro, spiegando che nella giornata precedente sono stati costretti a fermare i mezzi.

“Autoparco disastroso e mezzi non sicuri”

Tra le denunce più forti vi è quella relativa alle condizioni dei veicoli. I lavoratori parlano di un autoparco in condizioni critiche e sostengono di aver assicurato il servizio “facendo miracoli”.

Spie luminose accese, perdite d’acqua, problemi alle ruote: queste alcune delle anomalie segnalate. La richiesta è chiara: controlli immediati attraverso la revisione mobile e stop ai mezzi non idonei.

“Non si può mettere a rischio la sicurezza di passeggeri e conducenti”, ribadiscono, sottolineando che la responsabilità delle circa 90 corse saltate nella provincia di Palermo non ricade sugli autisti, ma sull’organizzazione aziendale.

Carenza di personale e pensionamenti in arrivo

Altro punto critico è la mancanza di organico. Secondo i manifestanti, servirebbero almeno 350 unità tra verificatori, controllori e addetti alle biglietterie per garantire un servizio adeguato.

Inoltre, circa 50 autisti sarebbero prossimi alla pensione, con il rischio di ridurre l’organico a soli 250 conducenti in tutta la Sicilia. “Non si comprende perché non si proceda con l’assunzione di personale già formato”, protestano.

Attacco ai vertici aziendali

Nel mirino dei lavoratori finiscono anche i vertici dell’azienda. In particolare, viene chiamato in causa il presidente Luigi Genovese, invitato più volte a visitare la sede operativa di via Ugo La Malfa.

“Non è accettabile che non si presenti”, dichiarano i manifestanti, evidenziando la vicinanza tra la sede legale e la rimessa palermitana.

Critiche anche all’ex direttore generale Mario Parlavecchio, accusato di aver chiuso la biglietteria di piazzale Giotto, lasciando personale e utenti senza servizi adeguati. Oggi, denunciano, gli autisti sarebbero costretti a utilizzare i servizi igienici degli esercizi commerciali della zona, conseguenza di scelte aziendali ritenute inaccettabili.

La mobilitazione prosegue, in attesa di risposte concrete da parte dell’azienda e della Regione.

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