Pubblicato il 12 Gennaio 2026
Venti persone, tra cui diciassette bambini e tre adulti, sono state trasportate al pronto soccorso dell’Istituto Gaslini e dell’ospedale San Martino di Genova dopo un episodio di intossicazione da monossido di carbonio. I minori hanno un’età compresa tra i tre mesi e i dieci anni.
Secondo i primi accertamenti, l’origine del problema sarebbe da ricondurre al malfunzionamento di una stufa installata in una sala utilizzata da un ente religioso in via Gio Batta Roggerone, nel quartiere di Rivarolo, dove in quel momento era in corso una festa.
Bambini e genitori ancora ricoverati, ma fuori pericolo
Al momento risultano ancora ricoverati tutti i 17 bambini coinvolti e tre genitori. L’ospedale Gaslini ha chiarito che le condizioni cliniche sono stabili e non ci sono pericoli di vita, con i pazienti costantemente monitorati dal personale sanitario.
Alcuni sono sottoposti a ossigenoterapia e sono stati distribuiti in reparti diversi, in base alle necessità cliniche e alla gestione organizzativa delle strutture ospedaliere.
Trattamenti completati e dimissioni graduali
I pazienti per i quali era necessario il passaggio in camera iperbarica hanno già concluso il trattamento previsto e sono rientrati dal San Martino.
Il protocollo sanitario prevede almeno 24 ore di osservazione prima delle dimissioni, motivo per cui, come comunicato dal Gaslini, le uscite dall’ospedale avverranno in modo progressivo tra la serata odierna e la giornata successiva.
Accertamenti sulla stufa e sulla sicurezza dei locali
Nel frattempo proseguono le verifiche tecniche sulla stufa che avrebbe provocato l’emissione di monossido, per chiarire le responsabilità e valutare il rispetto delle norme di sicurezza nei locali adibiti ad attività collettive. L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza dei controlli periodici sugli impianti di riscaldamento, soprattutto in ambienti frequentati da bambini.

