Pubblicato il 31 Ottobre 2025
La scoperta a La Spezia e l’avvio delle indagini
Un pacco contenente un ordigno esplosivo è stato recapitato lo scorso luglio a un’agenzia di recupero crediti di La Spezia. A seguito del ritrovamento, la Digos della Spezia e di Ravenna, su delega della Procura spezzina, ha eseguito una perquisizione personale e domiciliare nei confronti di un sessantenne residente a Faenza, ritenuto responsabile dell’invio del pacco.
Gli artificieri della questura sono intervenuti immediatamente sul posto dopo la segnalazione del pacco sospetto. L’edificio è stato evacuato e gli esperti hanno confermato che si trattava di una bomba da mortaio ancora attiva, in grado di provocare danni letali in un raggio di decine di metri.
Pacchi simili e indizi decisivi
La segnalazione è partita dopo che, pochi giorni prima, era stato rinvenuto un altro pacco simile con lo stesso mittente, inviato alla sede legale della medesima società. All’interno, anche in quel caso, era stato scoperto materiale bellico.
Le indagini hanno permesso di accertare che entrambi i pacchi erano stati spediti da un ufficio postale di Faenza. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze dagli impiegati per identificare la persona che aveva effettuato la spedizione e ricostruire orari e modalità dell’invio.
Il collegamento con il sospettato
Incrociando i dati forniti dall’agenzia di recupero crediti con quelli raccolti dagli inquirenti, la polizia è riuscita a isolare un profilo ritenuto di particolare interesse. Sulla base delle prove, la Procura di La Spezia ha iscritto l’uomo nel registro degli indagati con l’accusa provvisoria di detenzione e porto abusivo di arma da guerra e di minaccia aggravata dall’uso di armi.
È stato così emesso un decreto di perquisizione personale e locale, finalizzato alla ricerca di eventuali altre armi o materiali esplosivi riconducibili alle spedizioni.
Altri ordigni trovati in un terreno agricolo
Durante la perquisizione, in un terreno agricolo vicino Faenza frequentato dal sospettato, la polizia ha scoperto due ulteriori ordigni, uno dei quali identico a quello inviato per posta: stesso tipo, peso e caratteristiche tecniche.
La posizione dell’indagato, che risulta incensurato, è ora al vaglio della Procura. Gli inquirenti stanno approfondendo se l’uomo abbia agito da solo o se vi siano altre persone coinvolte. Fonte: AdnKronos

