Pubblicato il 27 Gennaio 2026
Tensione diplomatica tra Teheran e Roma
L’Iran ha convocato l’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei, in seguito a quelle che le autorità iraniane hanno definito “dichiarazioni irresponsabili” del ministro degli Esteri Antonio Tajani riguardo alle Guardie Rivoluzionarie iraniane. La notizia è stata diffusa dai media di Stato iraniani e rilanciata dal portale Iran International.
Secondo quanto riportato, l’iniziativa diplomatica è arrivata dopo l’annuncio di Tajani di voler proporre, insieme agli altri partner europei, l’inserimento dei pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea.
L’avvertimento di Teheran all’Italia
Durante l’incontro al ministero degli Esteri iraniano, il direttore generale per l’Europa occidentale avrebbe messo in guardia l’ambasciatrice Amadei da “conseguenze dannose” qualora l’Ue decidesse di designare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica.
Le autorità iraniane avrebbero inoltre invitato l’Italia a rivedere quelli che sono stati definiti “approcci sconsiderati” nei confronti di Teheran, sottolineando la gravità di una simile decisione sul piano politico e diplomatico.
Giovedì il nodo delle sanzioni europee
Il confronto tra Italia e Iran si inserisce in un momento cruciale: giovedì 29 gennaio è prevista una riunione decisiva del Consiglio Affari Esteri dell’Ue, chiamato a discutere un nuovo pacchetto di sanzioni contro Teheran.
Finora, l’ipotesi più accreditata era l’estensione della blacklist europea con nuove figure iraniane ritenute responsabili della repressione interna. La designazione dell’intero Corpo delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica, invece, sembrava non avere i numeri necessari per ottenere la maggioranza qualificata tra i 27 Stati membri.
Il possibile cambio di rotta dell’Italia
In passato, Francia, Spagna e Italia erano considerate tra i Paesi più prudenti sul dossier iraniano. Tuttavia, le recenti dichiarazioni di Tajani lasciano intendere una posizione più netta da parte di Roma, che potrebbe incidere sugli equilibri all’interno del Consiglio.
Alla luce di questo possibile cambio di orientamento, il quorum per l’adozione della sanzione più dura contro i pasdaran non appare più irraggiungibile, aprendo a uno scenario finora considerato poco probabile.
Le reazioni iraniane e internazionali
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha criticato duramente anche la posizione del Parlamento Europeo, che si è espresso a favore della designazione delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica. Secondo Baghaei, l’Iran risponderà a quella che ha definito una “mossa assurda”, invitando i Paesi europei a non seguire la linea degli Stati Uniti.
Baghaei ha inoltre commentato la diffusione di un messaggio privato attribuito al presidente statunitense Donald Trump e indirizzato al presidente francese Emmanuel Macron, affermando che “la politica non si fa attraverso scambi di messaggi privati”, ma richiede comportamenti responsabili di fronte agli sviluppi internazionali.
Il sostegno di Israele alla posizione italiana
Sul fronte opposto, Israele ha espresso apprezzamento per le parole di Tajani. Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha scritto su X di sostenere l’iniziativa italiana e ha invitato l’Unione Europea a “prendere la decisione necessaria e morale” di inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche.

