Pubblicato il 28 Gennaio 2026
Il messaggio di Teheran alle Nazioni Unite
L’Iran ha lanciato un avvertimento netto: in caso di un attacco statunitense, la risposta sarà “come mai prima d’ora”. A comunicarlo è stata la missione iraniana presso le Nazioni Unite, reagendo alle recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump.
Nelle ultime ore, Trump ha ribadito di auspicare un rapido ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati, sottolineando però che “il tempo stringe”. Il presidente Usa ha inoltre avvertito che un eventuale nuovo intervento militare sarebbe molto più duro rispetto a quello avvenuto nel giugno 2025.
La replica iraniana: dialogo sì, ma senza minacce
Attraverso un messaggio pubblicato su X, la missione di Teheran all’ONU ha chiarito la posizione della Repubblica islamica: disponibilità al dialogo basato sul rispetto reciproco, ma nessuna tolleranza verso pressioni o intimidazioni.
“L’Iran è pronto al confronto diplomatico fondato su interessi condivisi, ma se provocato si difenderà e risponderà in modo senza precedenti”, si legge nella nota, accompagnata da uno screenshot di un post di Trump in cui si parla di una “enorme armata” diretta verso l’Iran.
Le parole di Trump e il monito su Truth
Sul social Truth, Trump ha ribadito il suo messaggio in toni perentori: “Niente armi nucleari” e un accordo che sia “giusto ed equo” per tutte le parti. Il presidente ha ricordato l’operazione militare di giugno 2025, definendola una “massiccia distruzione dell’Iran”, e ha avvertito che un nuovo attacco sarebbe ancora più devastante.
Merz: “Il regime iraniano non ha legittimità”
Sul fronte europeo, il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz ha espresso una posizione durissima. Secondo Merz, un regime che si mantiene al potere solo attraverso violenza e terrore è destinato a cadere.
Ha aggiunto che le migliaia di vittime nelle recenti proteste interne dimostrano l’assenza di legittimità politica del regime iraniano, sostenendo che la sua sopravvivenza si fonda esclusivamente sulla repressione.
Diplomazia regionale: contatti tra Teheran, Riad e Doha
Nel frattempo, l’Iran ha intensificato i contatti diplomatici nella regione. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo saudita Faisal bin Farhan, durante il quale entrambe le parti hanno messo in guardia dai rischi di un’escalation per la pace e la stabilità mediorientale.
Secondo l’agenzia Mehr, Araghchi ha parlato anche con altri leader regionali, tra cui il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, per discutere delle crescenti minacce statunitensi legate ai programmi nucleari e missilistici iraniani.
L’obiettivo dichiarato resta quello di coordinare sforzi comuni per preservare sicurezza e stabilità regionali, in una fase di tensioni sempre più elevate tra Washington e Teheran.

