Pubblicato il 1 Novembre 2023
Al presidente del Senato Ignazio La Russa non piace la norma anti-ribaltone nella riforma sul premierato del Governo Meloni. La Russa lo spiega in un’intervista rilasciata a Repubblica, e dice parlare “a titolo personale. Non ho ovviamente partecipato alla stesura del testo. Io toglierei quel meccanismo che prevede che, una volta caduto un premier, possa nascere un altro governo con un altro presidente del Consiglio, a patto di essere sostenuto da chi ha votato almeno una volta la fiducia al precedente esecutivo». Nel colloquio con Tommaso Ciriaco La Russa dice che gli sembra «arzigogolato. Se devi fare l’elezione diretta del premier, allora meglio farla fino in fondo. Sarebbe meglio dire: se il premier si dimette o viene sfiduciato, si torna al voto”.
La Russa apprezzerebbe un meccanismo che “assomiglia”, spiega, al sindaco d’Italia, poi però, precisa: “Non ne ho parlato con Giorgia Meloni. So però che la pensa così in generale, diciamo storicamente, perché di queste cose dibattiamo da molti anni”. Sul ruolo del presidente della Repubblica dice: “Non è vero che c’è una grave compressione, anzi: dovete ricordare che mantiene il potere più importante, quello di controfirmare le leggi. È il primo parere costituzionale sulle leggi”. Mentre sulla proposta del centrodestra che rappresenta già un compromesso dice: “È la cosa meno invasiva possibile. Bisogna ricordare che le alternative sono quelle che abbiamo sempre sostenuto: semipresidenzialismo alla francese o presidenzialismo americano. Altrimenti meno di questo c’è che non facciamo niente”.

