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Vaticano

La Santa Sede rilancia il valore della monogamia e della sessualità coniugale

Pubblicato il 26 Novembre 2025

Il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato una nuova nota dedicata al tema dell’esclusività della coppia e della vita sessuale nel matrimonio, approfondendo il significato profondo della monogamia.
Il testo, approvato da Papa Leone XIV e firmato dal prefetto del Dicastero, si apre con una citazione di Papa Francesco: «Dio stesso ha creato la sessualità, che è un regalo meraviglioso».

Il documento, intitolato Una caro (“una sola carne”), viene presentato come un vero e proprio elogio della monogamia, vista non soltanto come alternativa alla poligamia, ma come realtà complessa e ricca. La nota precisa che la sessualità ha un fine unitivo, che non si limita alla procreazione, ma contribuisce a rafforzare l’unione esclusiva e il senso di reciproca appartenenza dei coniugi.

La monogamia come «amicizia coniugale»

Nel testo, la Santa Sede ribadisce che la monogamia permette una relazione fondata su ciò che viene definito “amicizia coniugale”:
una relazione che implica conoscenza reciproca, intimità, complicità, pazienza, e una costante ricerca del bene dell’altro.

Secondo il documento, questo tipo di legame affettivo «supera la sessualità» pur valorizzandola pienamente, dandole un significato più profondo, più unitivo e più fecondo.
La Chiesa sottolinea anche che ciò non comporta una svalutazione del piacere sessuale: quando vissuto nella logica dell’incontro e non del possesso, il piacere «viene impreziosito e persino potenziato».
Al contrario, una sessualità centrata su sé stessi e sui propri bisogni «genera insoddisfazione» e un più intenso senso di vuoto.

L’invito a una sessualità consapevole e rispettosa

Le parole del documento assumono un significato particolare nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, mentre alla Camera si discute del riconoscimento del reato di femminicidio come fattispecie autonoma.

In questo contesto, la Chiesa richiama l’importanza di una sessualità vissuta non come impulso incontrollato, ma come scelta consapevole di unirsi all’altro nel rispetto reciproco.
Il testo sottolinea che essere trattati – e trattare l’altro – come una persona può liberare il cuore da traumi, paure, ansie e sentimenti di solitudine, condizioni che feriscono profondamente anche la sfera del piacere.

La nota si conclude auspicando relazioni affettive che riconoscano la dignità e l’integrità di ciascun partner, affinché la sessualità sia davvero un luogo di incontro, crescita e comunione.

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