Pubblicato il 28 Giugno 2025
Una legge pionieristica per proteggere i più giovani online
Il governo australiano ha approvato una legge che vieta l’utilizzo dei principali social media ai minori di 16 anni. Le piattaforme coinvolte includono TikTok, Instagram, Facebook, Snapchat, Reddit e X (ex Twitter). Chi non rispetterà questa norma rischia sanzioni fino a 50 milioni di dollari australiani.
Esenzioni e polemiche: il caso YouTube
La norma prevede delle eccezioni per applicazioni di messaggistica, videogiochi online e servizi educativi o sanitari, come YouTube e Google Classroom. Tuttavia, questa esenzione sta già generando polemiche.
Julie Inman Grant, commissaria australiana per la sicurezza online, ha richiesto al governo di rivedere l’esclusione di YouTube, ritenendola incoerente con l’obiettivo della legge. In una comunicazione formale alla ministra delle Telecomunicazioni Anika Wells, la commissaria ha dichiarato: “YouTube è ampiamente utilizzato dai più giovani e presenta rischi simili ad altri social. L’esenzione contraddice le finalità della norma”.
Le critiche delle piattaforme social
Le reazioni da parte delle aziende coinvolte non si sono fatte attendere. Meta (Facebook e Instagram), TikTok e Snapchat hanno definito l’esenzione concessa a YouTube “ingiusta, illogica e un regalo per Google.”
Preoccupazioni per l’impatto sui minori
Secondo esperti di salute mentale ed estremismo online, l’algoritmo di YouTube può facilmente esporre i giovani a contenuti pericolosi, tra cui video estremisti, misogini o violenti. Una ricerca condotta da Reuters ha rivelato che sono sufficienti tra 12 e 20 clic per essere indirizzati verso contenuti dannosi.
Il governo difende la sua posizione
Il ministro della Sanità Mark Butler ha affermato che il governo sta valutando le osservazioni della commissaria e che le prossime fasi normative terranno conto di queste preoccupazioni.
“Il nostro obiettivo primario è tutelare i minori dai danni dell’accesso incontrollato al web. Questa legge è la prima al mondo nel suo genere e sta attirando l’attenzione dei governi di altri Paesi”.
Una misura osservata a livello globale
Con questa nuova legge, l’Australia si pone come leader mondiale nella protezione dei minori online, offrendo un modello che potrebbe essere replicato da altri Paesi preoccupati per l’impatto dei social media sulla salute mentale dei giovani.

