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Ucraina

Le Borse mondiali in rosso: paura per la guerra in Medio Oriente e lo stretto di Hormuz

Pubblicato il 3 Marzo 2026

Europa: crollo dei principali listini

Le Borse europee peggiorano ulteriormente, con l’indice Stoxx 500 in calo del 3,1%, riportandosi ai livelli di gennaio. Il peggioramento è alimentato dalla preoccupazione per gli effetti della guerra in Medio Oriente e per la chiusura dello stretto di Hormuz, nodo cruciale per il transito di petrolio e gas.

I principali mercati europei registrano cali significativi: Madrid -3,7%, Milano -3,6%, Francoforte -3,2%, Parigi -2,6%, Londra -2,5%. A pesare sono in particolare banche e assicurazioni (-4%) e utility (-3,7%), mentre soffrono anche lusso (-2,9%) e compagnie aeree (-4%). Il settore dell’energia limita invece le perdite con un -0,4%.

Materie prime in forte rialzo

Il quadro internazionale alimenta la corsa delle materie prime: il petrolio WTI sale del 5,7% a 75,35 dollari, mentre il Brent guadagna il 5,7% a 82,18 dollari. Decisamente più marcato il balzo del gas, che aumenta del 32,12% a 58,92 euro al megawattora. In calo i metalli preziosi: oro -2% a 5.279 dollari l’oncia, argento -11% a 84,34 dollari.

Titoli di Stato sotto pressione

Lo spread tra Btp e Bund sale a 69 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,47% (+12 punti base) e quello tedesco al 2,79% (+9 punti base). In rialzo anche il decennale britannico, che segna 4,50% (+13 punti).

Mercati valutari e criptovalute

L’euro perde terreno, scambiato a 1,1669 dollari (-0,16%) e a 183,47 yen (-0,27%). Tra le criptovalute si registra un crollo legato alla guerra in Medio Oriente: Bitcoin -3,5% a 67.000 dollari, Binance -2%, Dogecoin e Cardano -4%, Solana -3,6%.

Asia in profondo rosso

Anche l’Asia chiude pesante: l’indice MSCI Asia Pacifico segna -2,8%, il Kospi sudcoreano perde oltre il 7% a 5.797,91 punti, e il Nikkei 225 giapponese scende del 3,06% a 56.279,05 punti. Tokyo chiude con -3,06%, Seul con -7,2%, Shanghai -1,4%, Shenzhen -3,2%, Hong Kong -1,1%, Mumbai -1,2%.

La chiusura dello stretto di Hormuz e i timori legati al conflitto in Medio Oriente continuano a generare tensione sui mercati, influenzando petrolio, gas e indici azionari a livello globale.

Petrolio in rialzo

Il greggio Brent cresce del 2,34% a 79,56 dollari al barile, confermando la pressione sui mercati energetici dovuta alle incertezze geopolitiche.

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