Pubblicato il 7 Giugno 2025
“Legittimazione del caos esistente” secondo l’associazione ambientalista
Il circolo Legambiente Marsala-Petrosino esprime un netto dissenso nei confronti della bozza del piano di gestione della zona B della Riserva Naturale dello Stagnone, presentata di recente a Birgi dall’amministrazione comunale.
La critica: manca chiarezza, si alimenta il disordine
Secondo quanto riportato in una nota ufficiale dell’associazione, l’incontro pubblico organizzato a Birgi avrebbe dovuto servire a spiegare gli obiettivi e le linee guida per la tutela dell’area protetta. Al contrario, Legambiente denuncia che l’incontro si è trasformato in una “sostanziale legittimazione del caos esistente”, travestito da compromesso tra interessi economici e salvaguardia ambientale.
Dubbi sulle dichiarazioni del sindaco
Il presidente di Legambiente Marsala-Petrosino, Giuseppe Marino, critica apertamente le parole del sindaco Grillo, che, secondo l’associazione, lasciano presagire una continuità con le attività già presenti nella zona di pre-riserva. In particolare, si fa riferimento all’installazione di chioschi per kitesurf, ristoranti, stabilimenti balneari e attività artigianali non ben definite.
Un passo indietro per l’ambiente
Per Legambiente, il piano proposto rappresenta una minaccia concreta per la già fragile zona umida di San Teodoro, pesantemente danneggiata da anni di espansione incontrollata legata al turismo e al tempo libero.
“L’intento sembra essere quello di incentivare le attività economiche, invece di regolamentarle e contenerle”, afferma la nota.
Critiche anche al centro per il vino biologico
Un altro punto contestato riguarda la proposta del sindaco di realizzare nella zona B un centro per la promozione del vino biologico, che sorgerebbe negli ex locali dell’impianto di acquacoltura di San Teodoro.
Secondo Legambiente, questa idea si scontra apertamente con quanto auspicato dagli esperti e naturalisti, che propongono invece un processo di rinaturalizzazione dell’area, al fine di restituirla alla vegetazione spontanea e alla fauna avicola tipica dello Stagnone.
In sintesi, Legambiente lancia un allarme: il piano così concepito rischia di compromettere definitivamente un ecosistema unico, a favore di uno sviluppo economico poco regolamentato e non sostenibile.

