Pubblicato il 6 Novembre 2025
Un incontro carico di significato al Vaticano
Nel Palazzo Apostolico vaticano si è svolto il primo incontro ufficiale tra Papa Leone XIV e il presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas, nell’ambito di un viaggio in Italia programmato da tempo dal leader palestinese.
Durante il colloquio privato, svoltosi alla presenza di un interprete, il Pontefice ha ribadito l’urgenza di fornire soccorso umanitario alla popolazione civile di Gaza, ancora colpita da attacchi nonostante la tregua del 10 ottobre, e ha rinnovato l’appello per la fine del conflitto e per una pace duratura basata sulla soluzione dei due Stati.
“Grazie per ricevermi, sono felice e grato di essere qui di nuovo”, ha dichiarato Abbas al suo arrivo, accolto con una calorosa stretta di mano e lo scambio di doni simbolici: una formella con il Battesimo di Cristo e un ritratto in ambra del Papa.
Il ricordo di Papa Francesco e l’amicizia storica
La visita in Vaticano è stata la prima tappa istituzionale del viaggio in Italia del presidente palestinese, cominciato con un momento di raccoglimento nella basilica di Santa Maria Maggiore, davanti alla tomba di Papa Francesco, definito da Abbas “un vecchio amico che ha fatto tanto per la Palestina e il popolo palestinese”.
Con il Pontefice argentino, il leader palestinese aveva condiviso momenti significativi: dal viaggio in Terra Santa del 2014 alla piantumazione dell’ulivo della pace nei Giardini Vaticani insieme all’allora presidente israeliano Shimon Peres. In quell’occasione, Papa Francesco aveva donato ad Abbas un medaglione con un angelo della pace, chiamandolo egli stesso “un angelo della pace”.
Una visita dal valore politico e simbolico
Il viaggio di Abbas a Roma, oltre alla tappa in Vaticano, include incontri con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La visita arriva in un momento cruciale, coincidente con la presentazione della bozza di risoluzione statunitense per un piano di pace a Gaza al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sostenuta da diversi Paesi arabi, tra cui Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi Uniti.
Accoglienza in Vaticano e temi al centro del dialogo
Abbas è giunto in Vaticano alle 10.20, accolto nel Cortile di San Damaso da monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia, accompagnato da una delegazione di dieci persone.
Nel comunicato ufficiale diffuso dalla Santa Sede, si sottolinea che il colloquio è stato cordiale e ha ribadito l’urgenza di soccorrere la popolazione civile di Gaza e di perseguire la pace attraverso la prospettiva della soluzione dei due Stati.
Durante l’incontro è stato inoltre ricordato il decimo anniversario dell’Accordo Globale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, firmato il 26 giugno 2015, che ha segnato un passaggio fondamentale nei rapporti diplomatici tra le due entità.
Le parole del Papa: “Lavorare insieme per la giustizia”
La posizione della Santa Sede resta coerente: porre fine al conflitto e promuovere un futuro di convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi.
Parlando la sera precedente ai giornalisti a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV aveva espresso preoccupazione per la fragilità della tregua a Gaza e per la situazione in Cisgiordania, ma anche speranza per i progressi della prima fase dell’accordo di pace.
“Grazie a Dio la prima fase dell’accordo procede, ma ora bisogna capire come avanzare verso la seconda fase, garantendo i diritti di tutti i popoli”, ha dichiarato il Pontefice.
Il suo appello si è concluso con un messaggio chiaro: “Lavorare insieme per la giustizia e la pace di tutti i popoli”. Foto: fermo immagine video da Vatican News

