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L’Europa punta alla Luna: tra i primi astronauti anche un italiano

Pubblicato il 28 Novembre 2025

La conferma dell’Esa

È arrivato l’annuncio ufficiale: l’Europa parteciperà alle future missioni lunari e l’Italia sarà in prima linea. A comunicarlo è stato il Direttore Generale dell’Esa, Josef Aschbacher, durante la Ministeriale Esa Cm25.
Secondo Aschbacher, i primi astronauti europei a volare verso il nostro satellite saranno un tedesco, un francese e un italiano.
Non ci sono ancora dettagli su date, obiettivi e composizione degli equipaggi, ma la scelta italiana sembra destinata a restringersi a due nomi di spicco: Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, a meno che i continui ritardi del programma Artemis non modifichino la selezione per motivi anagrafici.

L’Europa rilancia la propria presenza nello spazio

La decisione di includere tre astronauti europei nelle missioni lunari Nasa risale al 2022, ma la vera novità è la conferma della partecipazione di un astronauta italiano tra i primi selezionati.
Un risultato ottenuto grazie al peso industriale e politico dell’Italia all’interno dell’Esa, come sottolineato dal ministro Adolfo Urso:
«L’Italia ha aumentato il suo contributo di oltre il 13% rispetto a tre anni fa, raggiungendo 3,5 miliardi di euro», ha dichiarato, rivendicando il ruolo guida accanto a Francia e Germania.

Un budget europeo record

Il nuovo budget triennale dell’Esa tocca la cifra senza precedenti di 22 miliardi di euro, cinque in più rispetto al 2022.
L’investimento crescente non risponde solo alla volontà di rafforzare la space economy, ma anche a esigenze strategiche: l’Unione Europea dipende ancora troppo dalle tecnologie spaziali statunitensi.
Non è un caso che l’Esa stia lavorando con la Polonia alla creazione di un centro dedicato allo sviluppo di tecnologie “dual use”, con applicazioni civili e militari.

Il programma Artemis: il ritorno sulla Luna

Il rientro degli astronauti sul suolo lunare avverrà nell’ambito del programma Artemis, nato dalla collaborazione tra Nasa ed Esa.
Gli obiettivi sono ambiziosi:

  • ritorno dell’uomo sulla Luna,
  • creazione di una stazione orbitante lunare (Lunar Gateway),
  • costruzione di un habitat sulla superficie per una presenza umana stabile.

Tuttavia, i continui ritardi tecnologici hanno fatto slittare la timeline: dal previsto 2025 si è già passati a una stima più realistica di almeno il 2028, soprattutto perché SpaceX non ha ancora completato con successo il collaudo della Starship, essenziale per l’ultima parte della missione.

Il ruolo dell’Italia nelle tecnologie spaziali

Il posto privilegiato nel programma Artemis l’Italia lo deve in gran parte al proprio contributo tecnologico.
I moduli di servizio europei, fondamentali per alimentare e muovere la capsula Orion, e i moduli abitativi del Lunar Gateway, vengono prodotti grazie al lavoro dell’industria italiana:
una parte decisiva della tecnologia nasce infatti negli stabilimenti di Thales Alenia Space a Torino.

Per questo motivo l’Italia è riuscita a conquistare uno dei primi posti disponibili per il ritorno dell’umanità sulla Luna, un traguardo che potrebbe diventare storico per il nostro Paese.

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