Pubblicato il 20 Febbraio 2026
Un fermo che scuote la Corona
Un membro della famiglia reale in guardina e un’intera istituzione sotto pressione. È un vero terremoto politico e simbolico quello che ha colpito il Regno Unito con l’arresto dell’ex principe Andrea, fermato nella residenza privata di Sandringham con l’accusa di “condotta illecita nell’esercizio di una funzione pubblica”.
Il provvedimento si inserisce nel filone d’indagine legato ai rapporti con il finanziere americano Jeffrey Epstein. Dopo circa 12 ore di detenzione e interrogatori, Andrea è stato rilasciato in qualità di indagato.
Il blitz a Sandringham e le accuse
L’operazione è stata condotta dalla Thames Valley Police, che ha raggiunto la tenuta di Sandringham con diverse auto senza insegne. L’ex duca di York, ormai privato dei titoli e noto formalmente come Andrew Mountbatten-Windsor, è stato prelevato nella dimora dove si era trasferito dopo aver lasciato il Royal Lodge, vicino al Castello di Windsor.
Le contestazioni riguardano un presunto abuso d’ufficio tra il 2010 e il 2011, periodo in cui Andrea svolgeva missioni ufficiali in Asia come emissario commerciale del governo britannico. Secondo quanto emerso dagli “Epstein file”, avrebbe condiviso informazioni riservate con Epstein e con altri uomini d’affari del suo entourage.
La reazione di Re Carlo e dei vertici istituzionali
La risposta di Carlo III è stata immediata e senza ambiguità: “La giustizia deve fare il suo corso”, ha dichiarato il sovrano, assicurando piena collaborazione alle autorità. Una presa di posizione netta, condivisa anche dall’erede al trono William e dalla principessa Catherine Middleton.
Nel frattempo, il primo ministro Keir Starmer ha ribadito che “nessuno è al di sopra della legge”, cercando di contenere le ricadute politiche di uno scandalo che tocca anche altri ambienti istituzionali.
Monarchia sotto pressione e proteste repubblicane
L’arresto rappresenta un fatto senza precedenti nell’era moderna britannica e riaccende il dibattito sul ruolo della monarchia. Il movimento repubblicano Republic rivendica di aver contribuito a mettere in discussione quella che definisce “impunità” dei reali.
Sul fronte politico, emergono riflessi anche su figure come Peter Mandelson, mentre il caso Epstein continua a generare effetti a catena a livello internazionale.
Gli altri filoni e le ombre del passato
Il fascicolo che coinvolge Andrea si aggiunge ad altri procedimenti aperti nel Regno Unito legati allo scandalo Epstein, inclusi i sospetti sui voli del cosiddetto “Lolita Express”. Tra le figure centrali della vicenda c’è anche Virginia Giuffre, che in passato aveva accusato Andrea di abusi quando era minorenne, accuse sempre respinte dall’ex principe ma chiuse con una transazione extragiudiziale.
Intanto l’ex premier Gordon Brown avrebbe trasmesso agli investigatori nuove informazioni, mentre dall’estero arrivano commenti come quello di Donald Trump, che ha definito l’arresto “un male per la famiglia reale” pur lodando Carlo III.
La posizione giudiziaria di Andrea resta ora al vaglio degli inquirenti. Non è formalmente incriminato, ma rimane indagato, mentre la monarchia britannica affronta una delle crisi più delicate della sua storia recente.

