Pubblicato il 15 Gennaio 2026
Provvedimento giudicato sproporzionato dal Tribunale di Brescia
Brescia, 15 gennaio 2026. Un dipendente di un’azienda bresciana, licenziato per essersi appropriato di 1,60 euro dal distributore automatico del caffè, ha ottenuto un risarcimento pari a 18 mensilità. La decisione è stata presa dal Tribunale di Brescia, che ha definito il licenziamento “del tutto sproporzionato” considerando l’anzianità del lavoratore, superiore ai 14 anni.
La dinamica dei fatti
L’episodio risale a giugno 2024, quando il dipendente, durante una pausa, non ricevette il resto dopo aver acquistato un caffè. Il giorno successivo, al momento dell’arrivo del tecnico incaricato della manutenzione, recuperò le monete.
La vicenda portò a una discussione con un collega e a una segnalazione al responsabile del personale. Pur non essendo sicuro del consenso del tecnico, il lavoratore restituì il denaro.
Il licenziamento e la valutazione del giudice
Due settimane dopo, l’azienda decise di licenziare il dipendente per giusta causa, contestando:
- Appropriazione indebita del denaro
- Presunte minacce a un collega
Il giudice del lavoro di Brescia, Natalia Pala, ha ritenuto che entrambe le accuse non fossero sufficientemente dimostrate. Le presunte minacce sono state definite “generiche”, mentre un testimone ha confermato che il lavoratore era stato sgarbato ma non minaccioso.
Per quanto riguarda le monete, il Tribunale ha rilevato che non era possibile verificare se vi fosse il consenso del tecnico e che l’azienda non aveva subito danni concreti.
La sentenza
Pur dichiarando risolto il rapporto di lavoro, il Tribunale ha condannato l’azienda a corresponsione di un’indennità pari a 18 mensilità. Il dipendente, che non aveva richiesto la reintegrazione, ha accettato il risarcimento. Fonte: Ansa

