Pubblicato il 28 Gennaio 2026
La sentenza definitiva della Cassazione
Un gestore di una ricevitoria del Lotto in provincia di Milano è stato condannato in via definitiva per peculato per non aver riversato allo Stato oltre 505mila euro incassati dalle giocate.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna già stabilita in Appello, chiarendo che il denaro delle puntate è pubblico fin dal momento in cui viene riscosso e non diventa mai proprietà del titolare dell’esercizio.
Il ruolo del concessionario come agente contabile
Secondo quanto riportato da Agipronews, nella sentenza la Suprema Corte ribadisce che il concessionario del gioco riveste la qualifica di “agente contabile” ed è incaricato di pubblico servizio.
I giudici sottolineano che gestore ed esercente partecipano a funzioni tipiche della pubblica amministrazione, perché a loro è affidata una parte delle attività che spettano al concessionario statale del gioco.
Respinta la linea difensiva: il denaro è pubblico subito
La difesa aveva sostenuto che l’attività della ricevitoria rientrasse in un rapporto di natura privatistica, e che quindi le somme incassate non potessero essere considerate denaro pubblico al momento della riscossione.
Questa interpretazione è stata nettamente respinta dalla Cassazione, che ha ribadito come le somme appartengano allo Stato fin dall’incasso, configurando quindi il reato di peculato in caso di mancato versamento.
Nessun paragone con l’imposta di soggiorno
I giudici hanno anche giudicato non pertinente il confronto con il caso dell’albergatore che non versa l’imposta di soggiorno, ritenendo che la posizione del gestore del Lotto sia giuridicamente diversa e comporti responsabilità dirette nella gestione di fondi pubblici.
Niente attenuanti: assenti elementi a favore dell’imputato
La Corte ha inoltre negato le attenuanti generiche, osservando che la difesa si era limitata a evidenziare l’assenza di precedenti o di elementi negativi, senza però indicare concreti comportamenti positivi o circostanze meritevoli di valutazione favorevole.
Per questo motivo la condanna è stata confermata integralmente, rendendo la decisione definitiva.

