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Luana D’Orazio: il compagno lancia campagna per non dimenticare lei e chi perde la vita sul lavoro (VIDEO)

Pubblicato il 28 Giugno 2023

Una campagna social per non dimenticare Luana D’Orazio e tutte quelle persone che ogni giorno perdono la vita sul posto di lavoro. Uomini e donne, spesso genitori, che escono di casa per andare a svolgere la loro professione, ma poi non tornano più dai loro cari.

A lanciarla è Alberto Orlandi, il compagno della ragazza di 22 anni morta il 3 maggio del 2021, stritolata da un macchinario in una ditta tessila di Montemurlo, in provincia di Prato.

Luana D'Orazio

Il ragazzo ha pubblicato un video messaggio sul suo profilo Facebook, nel quale lancia l’iniziativa in vista dell’imminente compleanno di Luana, il 30 giugno: “Non dobbiamo dimenticarci, non soltanto di lei, ma anche delle persone prima di lei, dopo di lei e che tutt’ora continuano a morire sul posto di lavoro”.

La campagna lanciata da Orlandi consiste nel postare una qualsiasi foto di Luana nella giornata di venerdì 30 giugno, accompagnando l’immagine con l’hashtag #tusorridisorridisempre.

Nel messaggio a corredo del filmato, il giovane precisa quanto contenuto dal video e racconta la sua storia.

“Salve a tutti. Come molti di voi sanno sono il compagno di Luana D’Orazio, la ragazza che il 3 maggio ha perso la vita sul posto di lavoro, in una ditta tessile a Montemurlo, in provincia di Prato. Luana è stata completamente stritolata, distrutta da un macchinario, il quale, da quanto è venuto fuori dalle perizie, era completamente manomesso per poter produrre di più. Gli indagati per questo fatto sono tre, la titolare, il marito, dichiarato titolare di fatto, e il manutentore. Ai primi detti è già stata data una condanna di 2 anni a una e un anno e mezzo all’altro, con sospensione di giudizio, quindi praticamente niente. Alla ditta una multa di 10.300 euro. Mentre per il manutentore è in corso il processo. Dico questo per far capire come va veramente l’Italia oggi, un Paese che si basa sul lavoro. Sappiamo bene che le condizioni di lavoro non sono per niente sicure, per fortuna non ovunque, ma nella maggior parte dei casi si lavora senza sicurezza, proprio per poter produrre di più”.

Nel filmato il compagno di Luana annuncia la campagna social: “Il prossimo 30 giugno, Luana avrebbe compiuto 25 anni, anzi compirà 25 anni, perché lei vive ancora e ci dà la forza per andare avanti. Il suo primo compleanno senza di lei abbiamo deciso di portare avanti un hashtag, #tusorridisorridisempre, e quest’anno ho deciso di riproporre la stessa cosa. Il problema fondamentale non sono le aziende che lavorano senza sicurezze, bensì lo Stato, che permette tutto ciò e non dà modo che ci sia una giustizia, perché conviene più far morire un dipendente che far chiudere un’azienda. I numeri parlano chiaro, nel 2021 ci sono stati 1.404 morti sul posto di lavoro, se tutte queste morti avessero avuto una giustizia vera, 1.404 aziende per forza di cose sarebbero chiuse, e invece niente, andiamo avanti come se nulla fosse successo. Questo perché almeno l’azienda può continuare a pagare le sue tasse, i dipendenti rimasti continuano a pagare i contributi, e chi muore ormai è morto, qualcuno pagherà un risarcimento”.  

“Penso sia arrivata l’ora di dire basta a tutto ciò, chi sbaglia deve pagare – conclude Alberto Orlandi nel filmato – A chiunque sia disposto ad aiutarmi chiedo di perdere pochissimi secondi per condividere questo video, e il 30 giugno, fare una storia, prendendo una foto qualsiasi di Luana dal suo profilo, usando l’hashtag #tusorridisorridisempre, e taggando anche me, così ho la possibilità di poter ricondividere e poter ringraziare ognuno di voi. È una battaglia molto difficile da portare avanti, ma insieme ce la possiamo fare”.