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Mafia, teste accusa autista Messina Denaro: “Mi chiese pizzo”

Avrebbe tentato di estorcere soldi per conto di Matteo Messina Denaro.

Pubblicato il 11 Gennaio 2024

Avrebbe tentato di estorcere soldi per conto di Matteo Messina Denaro.

Si aggrava la posizione processuale di Giovanni Luppino, arrestato insieme a Messina Denaro il 16 gennaio scorso e accusato, tra l’altro, di aver fatto da autista al capomafia.

Un imprenditore trapanese ha deposto al processo in cui Luppino risponde di associazione mafiosa e ha raccontato che l’imputato, a novembre del 2022, pochi mesi prima della cattura del boss, gli chiese il pizzo per conto del padrino di Castelvetrano.
“Mi propose un incontro dicendomi di lasciare a casa il cellulare e poi mi chiese un aiuto economico per Messina Denaro”, ha raccontato, smentendo la tesi difensiva di Luppino che prima ha sostenuto di non conoscere la vera identità dell’uomo a cui faceva da autista, poi di avere scoperto che dava passaggi al padrino solo in un secondo momento.
“Io rifiutai – ha detto il testimone rispondendo alla domande del pm Gianluca De Leo – Dissi che certe cose non le facevo e che se fosse accaduto qualcosa a me o ai miei familiari sarei andato dai carabinieri”.
All’imprenditore gli inquirenti sono arrivati attraverso le intercettazioni. L’uomo si sarebbe lamentato della richiesta di pizzo al telefono.