Pubblicato il 26 Luglio 2025
La decisione del Tribunale dei Minorenni di Palermo
Il Tribunale per i minorenni di Palermo ha emesso una sentenza storica: è stata revocata la responsabilità genitoriale a un ex boss mafioso, condannato definitivamente a 20 anni di carcere. Al centro della decisione, la considerazione che chi aderisce a un sistema criminale fondato su violenza e sopraffazione non può garantire un’educazione sana ai figli.
Il caso è stato seguito dalla procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna, nota per il suo impegno nel sottrarre i figli dei boss alla cultura mafiosa, e per questo ripetutamente minacciata.
I motivi della sentenza: un contesto pericoloso per i minori
Secondo i giudici, i “modelli comportamentali del padre dei minori, improntati all’adesione al sistema mafioso”, rappresentano un grave pericolo per la crescita dei figli. L’uomo era stato condannato per aver diretto un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga nel quartiere della Vucciria, a Palermo, e per aver imposto il rispetto delle regole del mandamento mafioso di Porta Nuova.
In base a quella sentenza penale, il tribunale ha stabilito che l’uomo è inadeguato al ruolo genitoriale, disponendo l’affidamento esclusivo dei figli alla madre.
La madre come figura educativa positiva
La madre, come evidenziato dai servizi sociali, ha dimostrato “adeguate capacità genitoriali”. Grazie anche al sostegno della propria famiglia, è riuscita a garantire ai minori un ambiente scolastico stabile e un percorso educativo equilibrato.
Una battaglia per la legalità: il lavoro della procuratrice Caramanna
La procuratrice Claudia Caramanna è protagonista di una lotta tenace contro l’eredità criminale nelle famiglie mafiose. Da tempo incontra le compagne e le mogli di uomini legati alla criminalità organizzata, spiegando loro che per i figli esistono vie d’uscita e alternative concrete, spesso lontane dai territori in cui sono cresciuti.
Questo suo lavoro ha attirato pesanti minacce. L’ultima, all’inizio di giugno, è stata un chiaro messaggio intimidatorio: un ritaglio di giornale con la foto del giudice Giovanni Falcone, accompagnata dal suo nome sbarrato da una croce.

