Pubblicato il 27 Maggio 2025
Una piazza unita per la pace nella Striscia di Gaza
Il centrosinistra italiano si prepara a scendere in piazza a Roma il 7 giugno con una manifestazione nazionale a sostegno della popolazione di Gaza. Dopo giorni di confronto serrato tra i vertici del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, l’iniziativa ha preso forma concreta. I leader Elly Schlein, Giuseppe Conte (nella foto), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli stanno finalizzando gli ultimi dettagli, inclusa la scelta della data, che dovrebbe essere il 7 giugno, una scelta frutto di compromesso tra le varie anime della coalizione.
Scartate le altre opzioni sul tavolo: il 15 giugno è stato ritenuto troppo lontano, mentre il 21 giugno si sarebbe sovrapposto alla manifestazione europea “Stop ReArm Europe”. Anche l’1 giugno è stato escluso, in quanto troppo ravvicinato per consentire una preparazione adeguata. Il 7 giugno, quindi, rappresenta un equilibrio tra urgenza e organizzazione, oltre a inserirsi strategicamente a ridosso del voto referendario dell’8 e 9 giugno.
Obiettivi politici e presa di posizione del Movimento 5 Stelle
La manifestazione rientra in una più ampia strategia politica che riprende i punti già espressi nella mozione unitaria presentata in Parlamento da Pd, M5S e Avs. Tra gli obiettivi principali:
- Riconoscimento dello Stato di Palestina nei confini del 1967
- Condanna delle stragi a Gaza e dei crimini di guerra israeliani
- Richiesta di liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas
- Sospensione degli accordi di associazione tra UE e Israele
Giuseppe Conte, leader del M5S, ha ribadito con forza la volontà di mobilitarsi:
“Se il Governo Meloni resta fermo, noi ci muoviamo. Il M5S sta lavorando a mobilitazioni collettive contro il genocidio in corso a Gaza e contro la condotta criminale di Netanyahu”.
I moderati del centrosinistra chiedono garanzie: “No all’antisemitismo”
Non sono mancate le reazioni critiche e i distinguo da parte dell’ala più moderata del centrosinistra. Carlo Calenda, leader di Azione, ha espresso la disponibilità a partecipare, ma ha anche lanciato un monito:
“Sì alla manifestazione, ma sia chiaro che non tollereremo simboli di Hamas, slogan antisemiti o inviti alla violenza contro gli ebrei. Gli organizzatori devono garantire un presidio democratico e civile della piazza”.
A questa linea si è unito anche Riccardo Magi di +Europa, che ha sottolineato:
“Serve una condanna netta delle violenze di Netanyahu, ma anche delle atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre”.
Italia Viva, invece, attende di conoscere i dettagli della piattaforma prima di pronunciarsi ufficialmente. Tuttavia, Matteo Renzi ha voluto chiarire la propria posizione:
“Condannare duramente il governo Netanyahu è doveroso, ma non accetteremo mai derive antisemite. La nostra posizione è quella di Liliana Segre: ferma condanna, senza ambiguità”.

