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Manovra 2026, inizia l’assalto alla legge di bilancio del governo Meloni

Pubblicato il 10 Novembre 2025

Il nodo degli emendamenti e le tensioni nella maggioranza

Sta per entrare nel vivo la discussione parlamentare sulla quarta manovra del governo Meloni, considerata la legge più importante dell’anno. Dopo le numerose critiche, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto più volte per difendere il testo e tentare di ricompattare una maggioranza divisa, soprattutto dopo le accuse di favorire i redditi più alti.

Tutti i senatori hanno segnato una data cruciale: venerdì 14 novembre, termine ultimo per presentare gli emendamenti alla legge di bilancio in commissione Bilancio del Senato. Ogni parlamentare potrà proporre modifiche, e si prevede una pioggia di migliaia di emendamenti, vista la portata politica e sociale del provvedimento.

La commissione, guidata dal meloniano Nicola Calandrini, sarà teatro di un confronto serrato tra governo, maggioranza e opposizione. Non ci sono limiti al numero di proposte modificative, e Forza Italia e Lega sembrano intenzionate a presentare molte richieste di revisione, segno del malcontento interno per alcune misure della manovra 2026.

I relatori incaricati – Guido Quintino Liris (Fratelli d’Italia), Claudio Borghi (Lega), Dario Damiani (Forza Italia) e Mario Alejandro Borghese (Noi moderati) – dovranno svolgere il delicato compito di mediare tra le richieste politiche e le esigenze tecniche del governo, fungendo da veri e propri “filtri” tra le parti.

Le priorità della Lega: pensioni e pace fiscale

Tra i temi più caldi c’è quello delle pensioni, che rischia di creare ulteriori tensioni nel centrodestra. La legge di bilancio prevede una parziale sterilizzazione dell’adeguamento all’aspettativa di vita a partire dal 2027, scelta che ha scontentato molti alleati di governo.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha fatto sapere che il suo partito è pronto a presentare emendamenti per modificare la norma: “I margini ci sono su tutto, e so che Claudio Durigon sta lavorando in quella direzione”, ha dichiarato.

Un altro capitolo centrale per il Carroccio riguarda la pace fiscale e la rottamazione delle cartelle. Salvini ha confermato che la Lega intende ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche chi ha accertamenti in corso: “È una liberazione per milioni di italiani in ostaggio dell’Agenzia delle Entrate per cartelle che da 10 mila euro sono diventate 40 o 50 mila”, ha detto il vicepremier, sottolineando l’importanza di ridare respiro a famiglie e imprese.

Affitti brevi e tasse sulla casa: l’asse Lega–Forza Italia

Un altro punto di attrito riguarda la tassa sugli affitti brevi, introdotta con un aumento dell’aliquota sulla cedolare secca al 26%. Il relatore Claudio Borghi ha anticipato che la norma è destinata a essere cancellata o profondamente modificata: “Se due partiti su tre non sono d’accordo, sarà difficile che resti così com’è”, ha dichiarato a Rai Radio 1.

Anche Forza Italia si schiera contro la misura. Il vicepremier Antonio Tajani ha ribadito che il suo partito proporrà emendamenti su punti chiave, come il rafforzamento degli stipendi delle forze dell’ordine, la revisione dell’articolo 18, e soprattutto l’eliminazione della doppia tassazione sui dividendi e delle imposte aggiuntive sugli immobili.

Una manovra sotto pressione

La manovra 2026 si trova così al centro di un fuoco incrociato: da un lato, le richieste di modifica della maggioranza, dall’altro, le critiche delle opposizioni che accusano il governo di non affrontare i veri problemi del Paese, come la sanità e il costo della vita.

Nei prossimi giorni, con la presentazione ufficiale degli emendamenti, inizierà una fase decisiva del confronto politico, in cui ogni partito cercherà di imporre la propria visione. Per Giorgetti e Meloni si tratta di una prova di equilibrio delicatissima, che determinerà non solo il futuro della legge di bilancio, ma anche la tenuta politica della coalizione di governo.

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