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Mattarella: “La Costituzione si fonda sulla separazione dei poteri”

Pubblicato il 19 Gennaio 2026

La separazione dei poteri come pilastro della democrazia

La Costituzione italiana, al pari delle altre carte fondamentali europee elaborate nel secondo dopoguerra, nasce come risposta alle tragedie dei conflitti mondiali e alle derive delle dittature. Alla base del nostro ordinamento vi è il principio della democrazia liberale, fondato sulla netta separazione dei poteri dello Stato, un assetto pensato per evitare concentrazioni di autorità e per proteggere la libertà dei cittadini.

Secondo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, questo impianto persegue un duplice obiettivo essenziale: mantenere l’equilibrio tra i poteri pubblici e garantire i diritti inviolabili e le libertà fondamentali di ogni persona. Il capo dello Stato lo ha ribadito incontrando al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio.

Autonomia e indipendenza della magistratura

Nel suo intervento, Mattarella ha sottolineato come le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura siano un principio non negoziabile, poiché servono ad assicurare che le decisioni giudiziarie siano assunte esclusivamente sulla base del diritto. Ogni forma di pressione esterna, che derivi da condizionamenti, pregiudizi, influenze o timori di ritorsioni e critiche, risulta incompatibile con l’esercizio della giurisdizione.

Proprio per rendere concreta questa indipendenza, la Costituzione ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura, strumento indispensabile per preservarne la libertà e la credibilità.

Ottant’anni di Repubblica e il ruolo della giurisdizione

Nel ricordare che quest’anno ricorrono gli ottant’anni della Repubblica, il presidente ha richiamato il valore simbolico e storico della Costituzione, uno dei cui originali è custodito al Quirinale. In questo lungo arco di tempo, la magistratura ha contribuito in modo determinante all’attuazione dei principi costituzionali, accompagnando l’evoluzione della società e adattando la propria funzione ai compiti attribuiti dall’architettura costituzionale.

Il percorso compiuto consente oggi di comprendere meglio il ruolo della magistratura e i confini entro cui deve esercitare la funzione giurisdizionale, attraverso un’interpretazione rispettosa e imparziale della legge.

Il contributo della giurisprudenza alla tutela dei diritti

Mattarella ha evidenziato come la giurisprudenza abbia svolto un ruolo centrale nello sviluppo della cultura giuridica del Paese, diventando parte integrante della sua storia. In numerose occasioni, anche tramite il coinvolgimento della Corte Costituzionale, i giudici hanno favorito l’attuazione dei valori della Carta, riconoscendo nuovi diritti e rispondendo alle esigenze di giustizia espresse dai cittadini.

In questo modo, la giurisdizione ha talvolta stimolato l’intervento del legislatore, sollecitandolo a confrontarsi con istanze nuove e con i cambiamenti della società.

Applicare la legge con competenza e imparzialità

Nel quadro costituzionale, alla magistratura è affidato un compito decisivo: applicare la legge e tutelare i diritti della persona. Si tratta di un’attività complessa, che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità.

L’interpretazione della norma non è mai un atto meccanico: il giudice deve fare riferimento all’intero ordinamento giuridico, alla Costituzione, alle fonti internazionali e ai precedenti giurisprudenziali. L’applicazione della legge è quindi il risultato di un’attenta valutazione e di una ponderazione responsabile, che coinvolge sia il magistrato giudicante sia quello requirente.

La soggezione del giudice alla legge, ha concluso il presidente, impone alla magistratura di individuare la soluzione più adeguata per ogni singolo caso concreto, restando sempre saldamente ancorata al complesso del diritto positivo.

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