Pubblicato il 10 Aprile 2026
Proroga dell’attività per medici e pediatri
Il decreto PNRR, approvato alla Camera, introduce una misura significativa per il sistema sanitario: la possibilità per i medici di medicina generale, i pediatri e le guardie mediche di continuare a lavorare fino a 72 anni.
Questa opzione, valida su base volontaria, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027. Le aziende sanitarie locali potranno quindi trattenere in servizio i professionisti che ne faranno richiesta, anche oltre i limiti ordinari di pensionamento.
Via libera della Camera e prossimi passaggi
Il provvedimento è stato approvato a Montecitorio con 145 voti favorevoli, 62 contrari e 4 astenuti, senza modifiche rispetto al testo elaborato dalla Commissione Bilancio.
Ora il decreto dovrà passare al Senato per la seconda lettura e essere convertito in legge entro il 20 aprile.
Una risposta alla carenza di medici
La misura nasce per affrontare una criticità crescente: la mancanza di medici di base in Italia.
Secondo gli ultimi dati, mancano oltre 5.700 medici di medicina generale. Tra il 2019 e il 2024, più di 5.000 professionisti hanno lasciato il servizio, a causa di pensionamenti anticipati e della diminuita attrattività della professione.
Consentire ai medici più esperti di restare in attività rappresenta quindi una soluzione temporanea per coprire i vuoti di organico, soprattutto nei territori più in difficoltà.
Continuità con le norme precedenti
Questa disposizione segue quanto già previsto dal decreto Milleproroghe, che ha introdotto una misura simile per i medici ospedalieri. In quel caso, la possibilità di restare in servizio fino a 72 anni è stata estesa fino al 31 dicembre 2026, sempre su base volontaria.
Stabilizzazione del personale sanitario precario
Il decreto include anche interventi per ridurre il precariato nella sanità. In particolare:
- Fino al 50% dei posti nei concorsi potrà essere riservato a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio negli ultimi 5 anni con contratti flessibili.
- Chi ha lavorato almeno 24 mesi con contratti a tempo determinato, dopo essere entrato tramite concorso, potrà accedere a procedure semplificate di assunzione diretta.
Queste stabilizzazioni dovranno rispettare alcuni limiti:
- non superare il 30% del fabbisogno triennale
- avvenire senza nuovi costi per la finanza pubblica
- concludersi entro il 31 dicembre 2026
Telemonitoraggio per i pazienti oncologici
Tra le novità figura anche il rafforzamento della sanità digitale. Le Regioni dovranno attivare servizi di telemonitoraggio e teleconsulto per i pazienti oncologici, con l’obiettivo di garantire una presa in carico più rapida ed efficace.
Il servizio sarà implementato in ogni provincia dove sia già presente un’infrastruttura di telemedicina finanziata, ampliando così l’assistenza a distanza per i malati oncologici.
Una riforma per tamponare l’emergenza sanitaria
Nel complesso, il decreto punta a rafforzare temporaneamente il sistema sanitario, intervenendo su due fronti principali:
- prolungamento dell’attività dei medici esperti
- stabilizzazione del personale precario
Misure pensate per affrontare nell’immediato la carenza di personale e migliorare l’accesso alle cure, in attesa di riforme strutturali più ampie.

