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Medico, una vocazione prima ancora che una professione: gli step per avviare una carriera

Pubblicato il 9 Gennaio 2026

Si dice che il medico, più che un lavoro, è una vera vocazione. Ed è proprio così, poiché per fare questo mestiere servono tantissimi sacrifici e molti anni di studi. Oggi c’è un’elevata richiesta di medici, soprattutto perché c’è un cambio generazionale alle porte che si preannuncia piuttosto complesso.

Prima di addentrarci nel discorso relativo alla questione lavorativa e a quella occupazionale, è opportuno comprendere qual è l’iter da seguire per diventare dottore. Nel 2025 le regole per studiare Medicina sono cambiate e non c’è più alcun test d’ingresso prima di iniziare, quindi chiunque può iscriversi e frequentare i primi sei mesi.

Dopo il primo semestre, bisogna superare alcuni esami importanti, come biologia e chimica. In base ai voti si entra in una classifica nazionale e solo i migliori possono proseguire gli studi. Il corso dura sempre 6 anni, ma queste novità non valgono per le università private e per i corsi in lingua inglese, che invece continuano a usare i loro sistemi di selezione attuali.

Per quanto riguarda l’abilitazione, dal 2020 il percorso è più snello. Il conseguimento della laurea in Medicina infatti abilita direttamente all’esercizio della professione, senza la necessità di sostenere un esame di Stato. Per poter lavorare il neolaureato deve obbligatoriamente iscriversi all’Ordine dei Medici, impegnandosi così a rispettare l’etica e le regole della professione imposte dal Codice deontologico.

Una volta diventati medici, si aprono molte strade da poter imboccare in base ai propri obiettivi. C’è la possibilità di approfondire le competenze nelle scuole di specializzazione, che durano dai 4 ai 6 anni, dove vi si accede tramite un concorso nazionale molto rigido e selettivo. In alternativa c’è il corso di 3 anni di Medicina Generale, gestito dalle Regioni, necessario per diventare medico di base. In alternativa ci si può lanciare nella carriera universitaria, proseguendo con il Dottorato di ricerca e l’eventuale insegnamento. Altra opzione è iscriversi a un Master, seguendo corsi di perfezionamento su temi specifici, come medicina estetica o gestione sanitaria.

Completato l’iter, è possibile dedicarsi alla ricerca del lavoro, che può riguardare la sanità pubblica, privata o settori specialistici. Per orientarsi tra queste opzioni, oggi è fondamentale saper individuare le giuste opportunità. Rispondere ad annunci di lavoro per medici su piattaforme specializzate come Ninacare può essere un punto di partenza ideale per valutare posizioni in linea con le proprie aspettative di carriera.

La principale area di inserimento è la sanità pubblica, dove generalmente si accede tramite concorso pubblico. Qui i medici lavorano in reparti ospedalieri, poliambulatori, nel Pronto Soccorso o nel sistema 1-1-8. In alternativa si può lavorare come medici di famiglia, che hanno un elevato grado di autonomia nel gestire i loro pazienti.

Chi cerca maggiore flessibilità oraria e uno stipendio potenzialmente più elevato, può invece lanciarsi nella sanità privata e cercare lavoro nelle cliniche e nelle case di cura. Qui le assunzioni possono essere dirette e spesso basate su collaborazioni a partita IVA. 

Infine ci sono percorsi alternativi alla classica attività clinica in corsia, come la ricerca e la farmaceutica. Mentre la ricerca offre carriere basate sull’innovazione scientifica, l’industria farmaceutica cerca medici per la ricerca clinica e lo sviluppo di nuove terapie.

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