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Giorgia Meloni

Meloni e il richiamo di Mattarella: tensioni sul Csm e scontro politico sul referendum

Pubblicato il 20 Febbraio 2026

La replica della premier alle opposizioni

Alle accuse delle opposizioni di aver alimentato uno “scontro istituzionale” e mostrato ostilità verso il Capo dello Stato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto riconoscendo pubblicamente il ruolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In un’intervista a Sky TG24, la premier ha dichiarato di non aver sentito il Colle nelle ultime ore, ma di aver ritenuto “giuste” le parole pronunciate dal Capo dello Stato, in particolare il passaggio sul rispetto reciproco tra istituzioni e sull’esigenza che il Consiglio Superiore della Magistratura resti fuori dalle dinamiche politiche.

Il nodo Nordio e l’intervento del Colle

Il riferimento al rispetto istituzionale è stato letto da più parti come un richiamo implicito al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nei giorni precedenti aveva definito alcune dinamiche interne al Csm un “meccanismo paramafioso”, contribuendo ad alzare il livello dello scontro.

Poche ore dopo quelle dichiarazioni, Mattarella era intervenuto in modo inedito durante un plenum del Csm, chiedendo “rispetto tra le istituzioni”. Nell’intervista, tuttavia, Meloni ha evitato di citare direttamente il Guardasigilli, preferendo concentrare le critiche sulle opposizioni.

Referendum e clima da campagna elettorale

Secondo la presidente del Consiglio, parte del Partito Democratico starebbe tentando di trasformare il referendum sulla giustizia in una “lotta nel fango”, trascinando lo scontro politico su un piano personale. Un’accusa che ha riacceso le tensioni, visto che proprio dal Pd erano arrivate critiche sulla gestione del rapporto con il Quirinale.

Il deputato dem Peppe Provenzano ha parlato di una “crisi istituzionale” innescata dalle parole di Nordio e, a suo dire, riaperta dalla premier con alcuni interventi social contro decisioni della magistratura. Anche la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ha sostenuto che il Capo dello Stato avesse chiesto un abbassamento dei toni, accusando Meloni di aver mantenuto una linea critica verso la magistratura.

Le posizioni di M5s e delle altre forze politiche

Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha accusato il governo di voler “inquinare” il clima referendario, sostenendo che l’obiettivo sarebbe quello di tutelare la classe politica dalle inchieste giudiziarie.

Nel frattempo, nell’area di centrosinistra si moltiplicano gli appelli al voto contrario alla riforma, con iniziative pubbliche e interventi critici verso l’operato dell’esecutivo.

Il messaggio agli elettori

Nonostante le polemiche e la sovrapposizione tra campagna referendaria e scenari politici futuri, Meloni ha escluso che l’esito del voto del 22 e 23 marzo possa avere ripercussioni sulla tenuta del governo.

“Non si vota sul governo, ma sulla giustizia”, ha ribadito, invitando gli italiani a recarsi alle urne e a esprimere un voto consapevole, “per sé stessi e non a favore o contro l’esecutivo”.

Lo scontro politico resta acceso, mentre il richiamo al rispetto istituzionale continua a fare da sfondo a una campagna referendaria che si annuncia decisiva e fortemente polarizzata.

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