Pubblicato il 12 Marzo 2026
La linea del governo sulla crisi in Medio Oriente
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato in Parlamento la posizione del governo italiano riguardo alla crisi in Medio Oriente e al conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele. Nel suo intervento ha ribadito con chiarezza che l’Italia non è coinvolta nel conflitto e non ha intenzione di partecipare alla guerra.
La premier ha definito la situazione internazionale “una delle crisi più complesse degli ultimi anni”, invitando tutte le forze politiche a mantenere responsabilità, lucidità e unità nazionale di fronte a uno scenario geopolitico molto delicato.
Meloni ha inoltre sottolineato che l’eventuale utilizzo delle basi italiane o altre decisioni militari dovrebbero comunque passare dal Parlamento, ribadendo quindi il ruolo centrale delle istituzioni democratiche nelle scelte strategiche del Paese.
Misure contro chi specula sui prezzi dell’energia
Nel corso dell’intervento, la presidente del Consiglio ha affrontato anche il tema dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti. Il governo, ha spiegato, è pronto a introdurre nuove tasse per colpire le aziende che speculano sui rincari energetici.
Secondo la premier, chi cerca di arricchirsi sfruttando la situazione internazionale dovrà affrontare misure fiscali più severe. Tra le opzioni allo studio ci sono interventi sulle accise e altre iniziative per limitare l’impatto dei rincari su famiglie e imprese.
L’obiettivo dichiarato è difendere il potere d’acquisto degli italiani e contenere le conseguenze economiche della crisi internazionale.
Lo scontro con le opposizioni in Parlamento
Il dibattito parlamentare si è acceso soprattutto durante il confronto con le opposizioni. Meloni ha accusato il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle di aver fatto “propaganda a buon mercato” su questioni internazionali particolarmente delicate.
Tra i più critici nei confronti del governo c’è stato Giuseppe Conte, che ha contestato la linea dell’esecutivo accusandolo di non mantenere una posizione sufficientemente autonoma nello scenario internazionale. Anche Elly Schlein ha attaccato la presidente del Consiglio invitandola ad abbassare i toni dello scontro politico.
La premier ha replicato difendendo la propria posizione e rivendicando la coerenza della linea del governo.
Il voto del Parlamento sulla risoluzione di maggioranza
Al termine della giornata parlamentare, la Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del governo, confermando il sostegno alla linea illustrata dalla premier sulla crisi internazionale e sul prossimo Consiglio europeo.
Il provvedimento è passato con 196 voti favorevoli, 122 contrari e 3 astenuti, segnando quindi una chiara maggioranza a favore della posizione del governo.
In conclusione, il messaggio principale lanciato dall’esecutivo è stato netto: l’Italia non è in guerra e non intende entrarci, mentre sul fronte economico sono allo studio misure per contrastare le speculazioni sui prezzi dell’energia e proteggere cittadini e imprese.

