Pubblicato il 14 Dicembre 2023
“L’immagine della notte scorsa nel bar di un hotel di Bruxelles è la più eloquente riprova che una foto con Macron e Scholz non è solo scena. Vale per lei oggi come valeva per Draghi sul quel treno per Kiev”.
Così Enrico Mentana commenta quella che non è la semplice foto di tre colleghi in un bar.
E’ il bilaterale notturno tra Meloni e Macron, poi arriva Scholz
Un lunghissimo incontro notturno, addolcito da vino rosso, brindisi e risate, nel bar di uno storico albergo di Bruxelles.
La premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron sono tornati a vedersi a Bruxelles in un bilaterale alla vigilia di un Consiglio europeo cruciale sui temi dell’allargamento all’Ucraina e dei bilancio europeo, con sullo sfondo il grande nodo del Patto di stabilità.
“E’ stata un’ottima discussione”, ha spiegato Macron al termine dell’incontro, iniziato a tarda sera dopo il vertice tra Ue e Balcani Occidentali, lontano dalle telecamere. Il bilaterale è avvenuto nel bar dell’hotel dove entrambi i leader pernottano e dove soggiorna anche Olaf Scholz.
Il cancelliere tedesco era seduta nella stessa sala. Ha prima salutato Meloni e Macron, poi a lungo è stato seduto in un tavolo vicino, con il suo staff. Infine, unico in maglietta grigia a maniche corte nel gruppo dei leader, si è aggiunto al presidente francese e alla premier italiana.
Dall’incontro fonti ufficiali non hanno fatto trapelare pressoché nulla. Ma, nonostante i volti distesi che si vedevano al tavolo, i temi da trattare erano caldissimi.
Con l’Italia pronta quasi al tutto per tutto – tanto da evocare il veto – per evitare che sul nuovo Patto di stabilità prenda forma un compromesso considerato troppo punitivo per i Paesi ad elevato debito.
Sul dossier della revisione del bilancio 2021-27 Roma e Parigi sono sul fronte opposto a quello della Germania e dei frugali, e chiedono che l’Ue metta a disposizione più risorse su migrazione e innovazione dell’industria, oltre che per il supporto all’Ucraina.
La riunione si è consumata a poche ore dal summit Ue sui cui si preannuncia lo scontro tra l’Ungheria e gli altri 26 sull’apertura ai negoziati per l’ingresso di Kiev. Da fonti europee, a notte fonda, è filtrato un moderato ottimismo.
Mentre fonti di Palazzo Chigi hanno spiegato che si sta lavorando ad un bilaterale tra Meloni e Orban proprio a margine del vertice dei 27.
Kiev, plausibilmente, è stata parte dell’incontro, avvenuto sotto gli occhi di alcuni cronisti, dello staff della presidenza del Consiglio, del ministro per gli Affari Ue, il Sud, la Coesione e il Pnrr Raffaele Fitto e dei diplomatici di stanza presso le istituzioni europee.

