Pubblicato il 15 Dicembre 2024
La storia di Andrea, giovane di Latina Scalo, è una testimonianza di speranza, amore e dedizione. Colpito da meningite e choc settico, Andrea è stato ricoverato in condizioni disperate all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove ha trascorso 43 giorni in un reparto di rianimazione che ha rappresentato per lui e la sua famiglia il filo sottile tra la vita e la morte.
Una lunga battaglia per la vita
I genitori di Andrea descrivono con precisione l’angoscia vissuta durante quei giorni: 43 interminabili giorni, 1032 ore, 61920 minuti che si sono trasformati in una dura prova emotiva e fisica. Durante questa battaglia, però, i medici, gli infermieri e gli studenti del corso di laurea in infermieristica sono stati un faro di speranza per la famiglia, dimostrando un’umanità e una competenza straordinarie.
Il riconoscimento alla dedizione e all’umanità del personale sanitario
Sono stati proprio i genitori del giovane, calciatore a livelli di Eccellenza e Promozione, ad esprimere la propria profonda gratitudine al personale del reparto di Anestesia e Rianimazione e a quello delle Malattie Infettive del Goretti. Hanno sottolineato non solo la professionalità di medici e infermieri, ma anche la loro capacità di fornire supporto emotivo in un momento così critico.
La luce in fondo al tunnel
Il momento più emozionante è stato quando Andrea ha finalmente riaperto gli occhi. I genitori raccontano la gioia condivisa con il personale sanitario, un’emozione che ha unito tutti, dai medici agli infermieri, in un unico grande abbraccio.
Un messaggio di speranza
Ora il giovane Andrea è cosciente e inizia a parlare. La strada verso la guarigione è ancora lunga, ma ha già compiuto un passo straordinario grazie alla dedizione di chi lo ha curato.

