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Messico nel caos dopo la morte di “El Mencho”: almeno 26 morti e decine di arresti

Pubblicato il 23 Febbraio 2026

Violenza diffusa dopo l’uccisione del leader del cartello di Jalisco

Sono almeno 26 le vittime confermate dalle autorità messicane in seguito all’ondata di violenze esplosa dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, capo del Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng).

Tra i morti figurano una donna incinta al terzo mese e 17 appartenenti alle forze dell’ordine: quindici membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia carceraria. Sul fronte criminale si contano otto decessi. Le autorità hanno inoltre arrestato 27 persone: undici legate direttamente agli scontri e quattordici responsabili di saccheggi ai danni di negozi e istituti di credito.

L’operazione militare nello Stato di Jalisco

Il boss, considerato uno dei narcotrafficanti più potenti e temuti del Paese, è stato ucciso durante una vasta operazione dell’esercito nello Stato di Jalisco, condotta in coordinamento con Washington. Su di lui pendeva una taglia da 15 milioni di dollari annunciata durante la presidenza di Donald Trump, ed era tra i principali obiettivi di sicurezza sia del governo messicano guidato da Claudia Sheinbaum sia dell’amministrazione statunitense.

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, durante il blitz i militari sarebbero stati attaccati e avrebbero risposto per legittima difesa, causando la morte di quattro membri del cartello sul posto e il ferimento di altri tre, deceduti successivamente durante il trasporto aereo verso Città del Messico. Tra questi ultimi vi sarebbe stato anche “El Mencho”.

Nel sud dello Stato di Jalisco, subito dopo l’operazione, si sono verificati incendi, barricate e blocchi stradali, con scene di guerriglia urbana.

Un colpo paragonabile agli arresti di “El Chapo” e “El Mayo”

Per impatto simbolico e operativo, l’eliminazione di “El Mencho” viene accostata agli arresti di Joaquín Guzmán, detto “El Chapo”, e di Ismael Zambada García, figure chiave dello storico cartello di Sinaloa.

Come loro, anche il leader del Cjng aveva costruito la propria reputazione su una violenza brutale e su un controllo capillare del territorio, rendendo la sua organizzazione una delle più temute del Messico.

Reazioni negli Stati Uniti e voli cancellati

La notizia è stata accolta con favore a Washington. Il vicesegretario di Stato Christopher Landau ha definito l’uccisione del boss “una grande notizia” per il continente e per il mondo, pur esprimendo preoccupazione per le violenze in corso.

L’instabilità ha avuto ripercussioni anche sui collegamenti aerei: diverse compagnie statunitensi, tra cui United Airlines e Delta Air Lines, hanno cancellato voli diretti all’aeroporto di Puerto Vallarta. Stop ai collegamenti anche da parte di Air Canada.

Allerta rossa e operazioni di sicurezza

Il governatore di Jalisco, Pablo Lemus, ha annunciato l’attivazione dell’allerta rossa dopo l’operazione avvenuta nel comune di Tapalpa. Gruppi criminali hanno incendiato veicoli e bloccato strade nel tentativo di ostacolare le autorità.

Misure straordinarie sono state adottate anche nello Stato confinante del Michoacán, dove il governatore Alfredo Ramírez Bedolla ha disposto un rafforzamento dei controlli su tutto il territorio. Al porto di Manzanillo, il principale del Paese, sono state sospese le attività doganali.

Il governo statunitense ha invitato i propri cittadini presenti negli Stati di Jalisco, Tamaulipas, Michoacán e Nuevo León a rimanere nelle proprie abitazioni a causa delle operazioni di sicurezza e dei disordini.

Scuole chiuse e avviso della Farnesina

Le autorità messicane hanno disposto la sospensione delle lezioni in presenza in diversi Stati, tra cui Jalisco, Michoacán, Colima, Querétaro, Nayarit, Guanajuato e in alcune aree di Veracruz e Oaxaca.

Anche la Farnesina, attraverso il portale Viaggiare Sicuri, ha raccomandato ai cittadini italiani di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali ed evitare spostamenti non essenziali nelle zone interessate dagli scontri.

Fonte: Ansa; Fonte immagine: Ansa

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