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Messina, oltre 200 professori contro il Ponte sullo Stretto, “Non si può fare, c’è una legge che lo vieta”

Pubblicato il 28 Maggio 2024

La costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina non è fattibile. Per motivi legali. Sul lato calabrese, infatti, l’intera struttura ricade in una zona dove non è consentito edificare. Tale area è stata identificata dall’Ispra nel 2015 durante uno studio sulle faglie attive in Italia. L’edizione palermitana di Repubblica riporta oggi uno studio dell’ingegnere Paolo Nuvolone, presentato ieri in consiglio comunale a Villa San Giovanni, che sarà depositato presso la commissione ministeriale Via. Nuvolone afferma che i punti di ancoraggio, il pilone, il pontile e gli svincoli si trovano esattamente nelle zone vietate all’edificazione. La normativa prevede che in tale area debba essere privilegiata la delocalizzazione delle infrastrutture e delle opere connesse e, qualora queste siano già presenti, devono essere sottoposte a verifica.

Lo studio

L’imperativo è stato stabilito dopo il terremoto de L’Aquila, causato da una faglia che si è improvvisamente riattivata. Per questo motivo, si è deciso di imporre una fascia di attenzione di duecento metri per lato, ampliandola rispetto a quanto previsto in passato. All’interno di questa fascia, c’è una “zona di suscettibilità” larga 160 metri e una zona di rispetto di altri trenta metri, dove non è permesso costruire nemmeno un piccolo muro. Come mai nessuno se ne è accorto? Si ipotizza che i documenti relativi al rischio sismico fossero quelli del 2011, quando l’aggiornamento non era ancora stato effettuato.