Pubblicato il 10 Dicembre 2025
L’aggressione mentre documentava gli scontri
«Sfigurato da un sasso, ho rischiato di perdere un occhio e nessuno mi ha nemmeno scritto». Con queste parole Davide Albini Bevilacqua, 32 anni, giornalista pubblicista e videoreporter per Local Team, ricostruisce il momento in cui è stato colpito durante gli scontri avvenuti a Udine il 14 ottobre, in occasione della partita Italia-Israele valida per le qualificazioni ai Mondiali.
Quel pomeriggio, mentre alcuni manifestanti pro Palestina tentavano di interrompere l’evento sportivo, il cronista stava filmando le tensioni. «Cinque minuti prima – ricorda – mia madre mi aveva scritto per avvertirmi degli scontri. Le ho risposto di stare tranquilla, poi ho sentito un colpo violentissimo. Ho guardato in basso e ho visto le mie scarpe rosse coperte di sangue. Un attimo dopo, avevo perso la vista dall’occhio sinistro».
Il colpo improvviso e il panico: «Perdevo sangue come una fontana»
Il giornalista racconta che si trovava dietro il cordone della polizia, con la telecamera alzata e il casco ben allacciato. Da una zona laterale, non presidiata, sarebbe partita una fitta sassaiola verso le forze dell’ordine.
«Una pietra mi ha colpito in pieno volto. Il casco è volato via, gli occhiali si sono frantumati. Non ho sentito dolore, tanto era forte il colpo. Il sangue usciva a fiotti, non vedevo più dall’occhio sinistro e sono stato preso dal panico. Gridavo aiuto mentre attorno a me continuavano gli scontri».
Secondo il suo racconto, la tensione è esplosa dopo un acceso confronto tra gli organizzatori della manifestazione e un gruppo più radicale di contestatori, decisi a fronteggiare la polizia nonostante i tentativi di mediazione. Le indagini sono ancora in corso e non si conosce l’identità di chi ha lanciato il sasso.
Due operazioni e il volto ricostruito
Il reporter è stato sottoposto a due interventi chirurgici. «Hanno operato subito l’occhio, dove hanno trovato anche frammenti di vetro. Poi il chirurgo maxillo-facciale ha ricostruito la parte sinistra del viso: mezza faccia era frantumata. Ora ho tre placche di titanio che rimarranno con me per sempre».
La riabilitazione è lunga e ancora incerta: il giornalista non ha recuperato la sensibilità sul lato sinistro del viso e i denti risultano instabili. «Non so se recupererò del tutto la vista e per i denti si potrà intervenire solo più avanti».
«Poca solidarietà. Nessun messaggio da chi ha organizzato il corteo»
Nonostante la gravità dell’accaduto, Albini Bevilacqua racconta di aver ricevuto poche manifestazioni di vicinanza. «Mi ha chiamato il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani, e ho saputo che in Parlamento Antonio Tajani mi ha citato. Mi ha fatto piacere». Ma aggiunge: «Dagli organizzatori della manifestazione di Udine non ho ricevuto nemmeno un messaggio. Nessuna chiamata, neppure un sms».
Lo stesso vale per le istituzioni locali: «Non una parola, nessun gesto. Eppure ho perso più di un mese di lavoro e dovrò sottopormi a visite e controlli ancora per molto tempo».
Il cronista conclude con amarezza: «Mi ritrovo con il volto ricostruito, problemi alla vista, spese e cure da affrontare… e nessuna solidarietà da chi avrebbe dovuto mostrarla per primo».
Immagine di repertrio

