Pubblicato il 12 Febbraio 2026
Il trionfo olimpico davanti a Mattarella
Federica Brignone scrive una delle pagine più emozionanti dello sci azzurro ai Giochi di Milano Cortina 2026, conquistando la medaglia d’oro nel Super-G, il suo primo titolo olimpico in carriera, a soli 315 giorni dal grave infortunio che l’aveva costretta a uno stop di oltre otto mesi.
Davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente in tribuna, l’azzurra ha firmato un’impresa straordinaria, regalando all’Italia il quinto oro di queste Olimpiadi. Sul podio con lei la francese Romane Miradoli, seconda, e l’austriaca Cornelia Huetter, terza.
All’arrivo, la stretta di mano con il Capo dello Stato e le sue parole: “Ci contavo”. La risposta di Federica, sincera e sorridente: “Io non così tanto…”.
“O la va o la spacca”: la gara della svolta
Ai microfoni Rai Sport, Brignone ha raccontato tutta l’emozione del momento: “Ho pensato solo a sciare, a dare il massimo. Mi sono detta: o la va o la spacca. Ma non pensavo davvero di poter vincere l’oro”.
Diventare campionessa olimpica dopo un infortunio così pesante era qualcosa che lei stessa non aveva osato immaginare: “Non me lo sarei mai aspettato, è qualcosa di speciale”.
Forse proprio l’assenza di pressione ha fatto la differenza: “Sapevo di aver già fatto tanto nella mia carriera, questa era una cosa in più. Forse è stata la mia forza”.
Si considerava un’outsider, ma ha scelto di rischiare tutto: “O fai tutto, oppure il risultato non arriva”. E quel tutto, questa volta, è valso l’oro.
La maturità che fa la differenza
A spiegare la portata dell’impresa è Davide Brignone, fratello e allenatore della campionessa.
“La Federica di cinque o sette anni fa non avrebbe vinto questo oro. Oggi ha unito l’esperienza alla forza mentale, quella che le è servita per superare l’infortunio, ricostruirsi e mettere insieme tutti i pezzi al momento giusto”.
Davide ha seguito ogni istante dalla partenza, dalla sua “panchetta della sofferenza”. L’obiettivo iniziale era semplicemente esserci, tornare competitiva. Qualche segnale positivo era arrivato dalla discesa, dove aveva disputato la miglior prova da quando era rientrata sugli sci.
Ma la situazione fisica non era ancora stabile: giorni con dolore alla gamba operata, altri meno. Proprio per questo, ciò che è riuscita a fare in gara assume un valore ancora più straordinario.
“È un giorno che si ricorderà per tutta la vita”, ha concluso.
Il sostegno della famiglia nei mesi più duri
Commovente anche il racconto della madre, Maria Rosa Quario, ex sciatrice azzurra con quattro vittorie in Coppa del Mondo nello slalom.
“Prima della gara le avevo detto: l’importante è arrivare al traguardo. Quando lo ha tagliato e ho visto il tempo, è iniziata la sofferenza…”.
Durante i lunghi mesi di recupero, è stata spesso Federica a dare forza alla famiglia: “Quando noi eravamo giù, lei diceva: è solo una gamba”.
La madre si è occupata degli aspetti pratici, quotidiani. Il lavoro più intenso lo ha svolto Davide, che ha seguito la riabilitazione e il ritorno agli allenamenti, sostenendola anche quando qualcuno dubitava che potesse tornare ai massimi livelli.
Un oro che vale doppio
Quella di Milano Cortina non è solo una medaglia. È la vittoria della determinazione, della resilienza e della maturità sportiva.
A meno di un anno da un infortunio che avrebbe potuto cambiare tutto, Federica Brignone è tornata in pista e ha conquistato il traguardo più prestigioso.
Un oro che pesa come due: per il suo valore tecnico e per la storia che racconta. Foto dal sito del Quirinale: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Federica Brignone dopo la vittoria in Super G

