Pubblicato il 20 Novembre 2025
La posizione dello Sport italiano sulla Russia e Bielorussia
“La Russia in questi anni ci ha abituato non solo all’aggressività, ma anche alla provocazione e a tentativi di destabilizzazione. Ne approfitto per ricordare che alla Russia insieme alla Bielorussia è stata reiterata la squalifica dopo quella per doping di Stato, perché tra la fine delle Olimpiadi e l’inizio delle Paralimpiadi di Pechino nel 2022 ha aggredito violentemente l’Ucraina”.
Così si è espresso il ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi, durante l’evento Sport Industry Talk organizzato da Rcs Academy a Milano.
Abodi ha sottolineato l’importanza della diplomazia sportiva: “Se diventa complesso ottenere che si deponano le armi durante le Olimpiadi, noi abbiamo fatto bene a raccogliere quasi 140 paesi all’Onu per la Tregua Olimpica, dimostrando cosa può fare lo sport attraverso il lavoro silenzioso della diplomazia”.
Ha aggiunto: “Penso sia anche responsabile consentire ad atleti, senza maglia e senza bandiera, senza complicità con il Governo russo, di partecipare. Ci sono atleti che hanno fatto una scelta di campo e in questo caso non potevamo che dire che non potevano stare tra noi”.
Riguardo alle decisioni del Comitato Internazionale Paralimpico, Abodi ha commentato: “Quello che sorprende è che il Comitato abbia deciso di procedere autonomamente riaccogliendo atleti russi e bielorussi. È stata una valutazione che ha suscitato sorpresa e sconcerto. Di fronte a fenomeni di questo genere, credo che lo sport debba muoversi comunitariamente, e l’unità dello sport passa anche per scelte di questo tipo”.
Milano-Cortina 2026: infrastrutture e preparazione
Sul fronte dei Giochi Olimpici invernali, Abodi ha chiarito: “Abbiamo ereditato una arretratezza di fatto alla quale stiamo cercando di dare rimedio. Tutto ciò che deve essere pronto per i Giochi sarà comunque pronto entro il 6 febbraio. Alcune opere richiedono ancora tempo, ma ci siamo assunti la responsabilità e le abbiamo finanziate, consapevoli che interventi di una certa complessità infrastrutturale non si possono completare in 2 anni e mezzo”.
Riguardo alla pista di bob di Cortina, Abodi l’ha definita un miracolo, destinata a essere un punto di riferimento anche per atleti stranieri e a favorire lo sviluppo di nuove discipline.
Infine, sul rischio di infrastrutture inutilizzate post-Giochi, il ministro ha spiegato che “alla fine dei Giochi inizierà a lavorare un Forum sulla sostenibilità e sull’eredità olimpica, con l’obiettivo di garantire una gestione delle strutture efficiente e di evitare che si ripetano gli errori di Torino 2006”.

