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Milano, femminicidio a Bruzzano: uccide l’ex moglie sotto casa e tenta la fuga

Pubblicato il 23 Ottobre 2025

L’agguato sotto l’abitazione della vittima

Un delitto annunciato quello avvenuto il 22 ottobre a Milano, nel quartiere di Bruzzano, dove Luigi Morcaldi, 64 anni, ha ucciso la sua ex moglie, Luciana Ronchi, 62 anni, colpendola con un coltello al collo sotto la sua abitazione di via Giuseppina Grassini.
Da settimane l’uomo la sorvegliava sotto casa, appostato in sella al suo scooter, osservando ogni suo spostamento e le persone che frequentava.

Quella mattina, poco prima delle 10, Morcaldi ha deciso di agire: ha aspettato la donna e, dopo un violento alterco, l’ha accoltellata due volte, gridando “La casa è mia!” davanti ai vicini che hanno assistito attoniti alla scena.
Luciana Ronchi è stata immediatamente soccorsa, ma è morta dopo dieci ore di agonia all’ospedale Niguarda, a causa di una profonda ferita alla gola.

I soccorsi e la disperata corsa in ospedale

Subito dopo l’aggressione, i vicini hanno dato l’allarme e sul posto sono arrivati gli operatori dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) insieme alla polizia locale.
La donna è stata trovata in gravissime condizioni, riversa a terra, e trasportata d’urgenza al pronto soccorso del Niguarda.
Nonostante i tentativi dei medici di rianimarla e operarla d’urgenza, le ferite riportate erano troppo gravi: il suo cuore ha smesso di battere alle 20 di sera.

La fuga e la cattura di Morcaldi

Dopo l’omicidio, Morcaldi è fuggito a bordo del suo scooter Beverly, ma la sua fuga è durata poco.
La polizia lo ha rintracciato poche ore dopo, nascosto tra la vegetazione nei pressi di via Luigi Ornato, vicino al Parco Nord.
A tradire l’assassino è stato il segnale del suo cellulare, riacceso poco prima del ritrovamento.
Gli agenti lo hanno arrestato e recuperato anche il coltello a serramanico, gettato in un cestino non lontano dal luogo del fermo.

Una coppia segnata da separazione e rancori

Luciana Ronchi e Luigi Morcaldi avevano condiviso oltre dieci anni di vita e la gestione di un bar in zona Bovisa, vicino al Politecnico di Milano.
Tre anni fa però era arrivata la separazione: lei aveva ricominciato a lavorare in una mensa per anziani, mentre lui non era riuscito a reinserirsi e, secondo alcuni conoscenti, viveva per strada.
Luciana aveva anche iniziato una nuova relazione, elemento che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver scatenato la rabbia dell’ex marito.

Ora un figlio resta solo, dopo aver perso la madre uccisa dal padre: l’ennesimo dramma familiare che riaccende il tema della violenza contro le donne e della necessità di interventi più efficaci di prevenzione e protezione.

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