Pubblicato il 27 Novembre 2025
Il gesto della madre e il nuovo episodio di vandalismo
Un semplice fiore, lasciato in memoria di un figlio, è diventato il centro di un’ondata di sdegno e indignazione. A Milano, in un campetto da basket di via Dezza, una madre che nel 2017 ha perso il figlio Alessandro Meszley, morto a soli 15 anni per un malore improvviso, depone spesso un girasole nel luogo in cui il ragazzo si è spento.
Da qualche tempo, però, qualcuno ha iniziato a strapparli, provocando dolore e rabbia.
Il biglietto commovente e la risposta offensiva
Per proteggere l’ultimo fiore lasciato, la madre ha aggiunto un biglietto toccante:
“Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda. Grazie. Alessandro”.
Un messaggio intimo, subito dopo imbrattato con una frase scritta a pennarello:
“Se tutti mettono un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera”.
Il caso, riportato dal Corriere della Sera, è stato amplificato dalla pagina social “La giornata tipo”, che ha invitato i cittadini a reagire all’insensibilità portando un fiore proprio su quel campo.
La reazione online: “È l’abisso della crudeltà”
Nel post diffuso sui social si legge una dura condanna:
“Colpisce la totale mancanza di umanità”, viene scritto, sottolineando l’atto vigliacco di chi ha rovinato il biglietto senza mostrarsi.
Il commento prosegue definendo il gesto “l’abisso della crudeltà”, uno squallore che ferisce ancor più perché colpisce una madre che cerca un appiglio per sopravvivere alla perdita più devastante.
L’appello alla solidarietà
Il messaggio si conclude con parole rivolte alla madre e a tutti i cittadini:
“Non siamo tutti così e le esprimiamo profonda vicinanza.”
La pagina invita chiunque voglia mostrare solidarietà a portare un girasole nei prossimi giorni, auspicando che questo fiore diventi il simbolo di quel campo.
E infine un monito all’autore del gesto offensivo:
“L’unica pattumiera, in questa storia, è quella che porti nell’anima.”

