« Torna indietro

Milano, poliziotto indagato per omicidio volontario dopo aver sparato ed ucciso un 28enne

Pubblicato il 27 Gennaio 2026

Ucciso durante un controllo antidroga: aperta un’inchiesta

È indagato per omicidio volontario il poliziotto che la sera del 26 gennaio ha sparato e ucciso Abderrahim Mansouri, 28enne di origine marocchina, durante un controllo a Milano.

Secondo le prime ricostruzioni, l’agente era in borghese e impegnato in un’operazione antidroga. Il giovane avrebbe puntato contro di lui una pistola, che solo in seguito si è scoperto essere un’arma a salve. Ora la Procura ha avviato accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.

Il caso riaccende il dibattito sulla sicurezza in città, con il timore che tornino tensioni simili a quelle seguite alla morte di Ramy, il 19enne egiziano deceduto a novembre dopo un inseguimento con i carabinieri.

L’episodio in via Impastato: alt, arma puntata e colpo mortale

I fatti sono avvenuti in via Impastato, nel quartiere Rogoredo. La versione fornita dalla polizia riferisce che, durante un servizio antidroga, il 28enne — con precedenti per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale — si sarebbe avvicinato alla pattuglia puntando un’arma.

Uno degli agenti avrebbe intimato l’alt e, percependo una minaccia, avrebbe sparato mirando alla parte alta del corpo. Il colpo ha raggiunto la testa del giovane, che è morto poco dopo. Solo successivamente si è accertato che la pistola era a salve.

L’agente al pm: “Ho avuto paura, non pensavo di uccidere”

Il poliziotto, poco più che quarantenne, è stato interrogato in questura dal pm e risulta formalmente indagato per omicidio volontario. È assistito dall’avvocato Pietro Porciani.

Durante l’interrogatorio avrebbe dichiarato: “Quando ho visto la pistola ho avuto paura e ho sparato. Non pensavo di uccidere”. Avrebbe inoltre spiegato di non aver capito che l’arma fosse finta, perché era buio e la distanza era di circa venti metri.

Secondo la difesa, il giovane aveva con sé diverse sostanze stupefacenti. Nei prossimi giorni verranno eseguiti autopsia e accertamenti balistici per ricostruire traiettoria del proiettile e sequenza esatta dell’azione. La linea difensiva punta sulla legittima difesa.

Piantedosi: “Nessuno scudo, ma niente processi anticipati”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invitato alla prudenza:
“Le prime informazioni sono ancora parziali. Non faccio presunzioni sulla legittimità dell’intervento, ma non esistono scudi immunitari”.

Il ministro ha sottolineato che spetta alla magistratura valutare con serenità lo svolgimento dei fatti, chiedendo di evitare giudizi affrettati sia a favore sia contro l’agente coinvolto.

Scontro politico: solidarietà agli agenti e accuse al Comune

L’episodio ha subito acceso lo scontro politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato: “Sto dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma”.

La Lega ha espresso piena solidarietà alle forze dell’ordine, chiedendo che nessun agente venga “messo nel tritacarne mediatico” e ribadendo la necessità di rafforzare il pacchetto sicurezza.

Da Fratelli d’Italia, il deputato ed ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato ha attaccato il sindaco Giuseppe Sala, accusando l’amministrazione di assenza sul fronte sicurezza e criticando la scelta del primo cittadino di tenere per sé la delega alla sicurezza per mesi.

Centrosinistra più prudente, Conte: “Numeri dei reati in aumento”

Più cauta la reazione dal fronte progressista. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha evitato di entrare nel merito del singolo episodio, ma ha puntato il dito contro il quadro generale:
“Il Governo dice che va tutto bene, ma i dati su stupri, rapine e violenze sono in aumento”.

Mentre l’indagine prosegue, la città resta in attesa di risposte, con un clima segnato da preoccupazione per la sicurezza e forte polarizzazione politica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *