Pubblicato il 31 Maggio 2025
Un post shock scuote la politica italiana
“Auguro alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola”.
Una frase terribile, comparsa su Facebook, ha suscitato sdegno e condanna in tutto il Paese. Il messaggio, che allude alla tragica fine di Martina Carbonaro, la 14enne vittima di femminicidio ad Afragola, è stato rivolto a Ginevra, figlia di appena otto anni della premier Giorgia Meloni. L’autore sarebbe un dipendente del Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim).
La denuncia e la reazione del Mim
A rendere pubblica la vicenda è stato Roberto Della Ragione, altro dipendente del Mim, che ha chiesto un intervento urgente del ministro Giuseppe Valditara. La risposta non si è fatta attendere:
“Esprimo la mia piena solidarietà alla presidente Meloni per queste ignobili minacce. Sono in corso verifiche per identificare l’autore. Nessuna tolleranza verso la violenza”.
Valditara ha inoltre annunciato “punizioni esemplari” contro il responsabile del post.
La replica durissima di Giorgia Meloni
In un messaggio affidato a X (ex Twitter), la presidente del Consiglio ha reagito con fermezza:
“Questo non è scontro politico, né rabbia. È qualcosa di più oscuro. Un odio ideologico in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore”.
Meloni ha poi lanciato un appello all’unità della politica:
“Esistono confini che non devono essere mai superati. Difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza”.
Il mondo politico si stringe attorno alla premier
Numerose le attestazioni di solidarietà da ogni parte dell’arco politico.
Anna Maria Bernini, ministra dell’Università, ha parlato di “gesto vile e inaccettabile”, una “barbarie disumana” che calpesta la civiltà democratica.
Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha definito le parole “minacce ripugnanti” e ha espresso solidarietà alla famiglia Meloni.
Anche dall’opposizione sono arrivati messaggi netti. Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha dichiarato: “Quel post è ripugnante. Nessuna esitazione nel condannarlo. Raccolgo l’appello della premier: il confronto politico non deve degenerare in odio”.
Minacce anche alle figlie del ministro Piantedosi
L’ondata d’odio social non ha risparmiato nemmeno altri esponenti del governo. Dopo la solidarietà espressa da Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, alla premier, un utente ha scritto sotto il suo post:
“Confermo l’augurio anche alle tue figlie”, aggiungendone persino i nomi.
Un clima sempre più disumanizzante
Le autorità promettono indagini approfondite e sanzioni esemplari, ma l’episodio evidenzia ancora una volta un clima social avvelenato, dove il confronto politico si trasforma spesso in odio personale, intimidazioni e insulti inaccettabili, colpendo persino i familiari degli esponenti pubblici.

