« Torna indietro

Mineo, tre arresti e due denunce per furto all’ex CARA

Pubblicato il 7 Maggio 2025

Operazione dei Carabinieri contro i reati contro il patrimonio

I Carabinieri della Stazione di Mineo, nell’ambito di un’attività di prevenzione dei reati contro il patrimonio, hanno arrestato tre uomini di Caltagirone – di 30, 41 e 43 anni, già noti alle forze dell’ordine – per furto aggravato in concorso. Altri due soggetti, di 47 e 51 anni, anch’essi di Caltagirone, sono stati denunciati per acquisto di beni di sospetta provenienza.

Il furto scoperto grazie a un carabiniere fuori servizio

Il caso è venuto alla luce grazie al pronto intervento di un carabiniere fuori servizio, che passando in auto nei pressi dell’ex centro di accoglienza per immigrati “Residence degli Aranci”, ha notato una utilitaria sospetta all’interno del perimetro della struttura. L’agente ha subito allertato la centrale operativa della Compagnia di Palagonia, facendo scattare l’intervento dei colleghi.

Nel frattempo, un altro carabiniere ha intercettato l’auto segnalata con tre persone a bordo, già in fuga sulla SS 417. In attesa dell’arrivo dei rinforzi, ha deciso di seguirla a distanza, comunicando la posizione in tempo reale.

La consegna del rame e l’intervento dei militari

Il pedinamento è terminato quando il veicolo ha imboccato una strada di campagna, raggiungendo un casolare isolato. Lì, i tre uomini hanno incontrato altri due individui già presenti sul posto, ai quali hanno consegnato delle tubature in rame, nascondendole poi in una buca nel terreno coperta da rami.

Grazie a un coordinato e tempestivo intervento, i Carabinieri hanno circondato l’area e bloccato tutte le vie di fuga, riuscendo a fermare e identificare i cinque soggetti coinvolti: i tre fuggitivi e i due acquirenti.

Il bottino: grondaie in rame e un danno economico ingente

Gli accertamenti hanno rivelato che il materiale rubato consisteva in grondaie in rame, del peso complessivo di alcune decine di chilogrammi, trafugate dalle abitazioni dell’ex CARA. Il rame è stato rivenduto per circa 60 euro, ma il danno strutturale causato dagli atti vandalici è stimato in migliaia di euro.

I due acquirenti, proprietari del casolare, hanno dichiarato di non conoscere la provenienza illecita del rame, affermando di essersi fidati delle rassicurazioni dei venditori. Tuttavia, la discrepanza tra il valore effettivo del metallo e il prezzo pagato ha portato alla loro denuncia per ricettazione.

Convalida degli arresti

I tre soggetti arrestati in flagranza sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato il provvedimento. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità o episodi analoghi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *