Pubblicato il 2 Gennaio 2026
Un nuovo sviluppo nell’inchiesta
Potrebbe esserci una svolta decisiva nel caso di Aurora Livoli, la 19enne trovata senza vita il 29 dicembre nel cortile di un condominio di via Paruta, nella periferia nord di Milano. Venerdì 2 gennaio è emersa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di un uomo di 57 anni, mentre prosegue l’autopsia, chiamata a chiarire le cause esatte del decesso.
Chi è l’uomo finito sotto indagine
Secondo le prime informazioni, l’indagato sarebbe un cittadino peruviano di 57 anni, fermato dai carabinieri il giorno successivo al ritrovamento del corpo per una tentata rapina avvenuta poche ore prima.
L’uomo, che risulterebbe irregolare sul territorio nazionale e con precedenti per violenza sessuale, è ora al centro di ulteriori approfondimenti investigativi.
L’aggressione nella metropolitana di Cimiano
La sera del 28 dicembre, all’interno della stazione M2 Cimiano, il 57enne avrebbe aggredito alle spalle una giovane rimasta sola sulla banchina. Dopo averle sottratto il telefono, l’avrebbe stretta al collo e imbavagliata con una mano per impedirle di chiedere aiuto.
Durante il tentativo di trascinarla in un punto isolato della stazione, l’arrivo di un treno ha consentito alla vittima di divincolarsi, recuperare il cellulare e attirare l’attenzione dei passanti. L’aggressore è quindi fuggito, tentando di confondersi tra la folla anche invertendo il giubbotto double face.
I collegamenti con il caso Livoli
Successivi accertamenti dei carabinieri avrebbero fatto emergere gravi indizi di colpevolezza che collegherebbero lo stesso uomo al ritrovamento del corpo di Aurora Livoli.
La giovane, nata a Roma e residente in provincia di Latina, si era allontanata da casa il 4 novembre. L’ultimo contatto con la famiglia risale al 26 novembre, quando aveva rassicurato i parenti sulle sue condizioni senza però rivelare dove si trovasse.
Le immagini delle telecamere
Aurora è stata identificata grazie a un fotogramma delle telecamere di sorveglianza che la ritrae nei pressi del luogo del ritrovamento: capelli scuri sciolti, sguardo basso, mani nelle tasche di un giubbotto scuro, pantaloni della tuta e scarpe da ginnastica.
Nelle stesse immagini compare un uomo alto e magro, con un pile bianco, che cammina poco dietro di lei. Non emergono segnali di inseguimento, ma piuttosto l’impressione che i due si conoscessero e stessero andando nella stessa direzione.
L’ingresso nel condominio e il ritrovamento
Le riprese mostrano entrambi entrare nel portone del civico 74 di via Paruta, apparentemente consapevoli che fosse sempre aperto.
Il mattino seguente Aurora viene trovata senza vita, distesa a pancia in giù in un vialetto vicino a un’aiuola. Nessun documento, nessun cellulare, nessun segno distintivo sul corpo. Le verifiche nei database Afis, nei centri di accoglienza e tra i residenti della zona non hanno fornito elementi utili.
L’inchiesta prosegue ora su più fronti, in attesa dei risultati dell’autopsia e degli ulteriori accertamenti investigativi che potrebbero chiarire le ultime ore di vita di Aurora Livoli.

