Pubblicato il 1 Novembre 2025
Per la prima volta, la comunità scolastica dell’Istituto Pacinotti scrive a proposito del suicidio di Paolo Mendico, avvenuto il primo giorno di scuola a settembre.
La lettera: dolore e domande senza risposta
«La morte di Paolo Mendico ha lasciato la scuola nello sconforto più totale – si legge nella lettera aperta –. Chiusa nel suo dolore, continua a chiedersi il perché di un gesto così disperato, ma non vi sono risposte facili, né immediate».
Nel testo si ricorda che poche ore prima Paolo aveva partecipato attivamente alla chat di classe, manifestando l’intenzione di essere presente l’indomani a scuola, «lì tra i suoi compagni, al suo solito posto in seconda fila». La chat, prosegue la lettera, si svolgeva in un clima di assoluta serenità, con interventi dello studente «con battute e stickers» che testimoniavano complicità con i compagni e nessun segnale di quanto poi accaduto.
La smentita: «Non è la nostra scuola»
La comunità contesta «il racconto di una scuola che non è la nostra». Viene definita falsa la rappresentazione di un ambiente ostile in cui Paolo sarebbe stato vittima di bullismo «sin dall’inizio dell’anno scolastico» nella «assoluta indifferenza di tutti».
Analisi interna: nessun episodio di bullismo emerso
Guardando a ritroso, la scuola riferisce di aver analizzato eventi, circostanze e dinamiche adolescenziali in un contesto di povertà educativa. Pur riconoscendo comportamenti disfunzionali che possono verificarsi, «nulla è emerso che possa configurarsi come bullismo» e «nulla avrebbe potuto far presagire una sofferenza in Paolo causata da accanimento dei compagni», «semplicemente perché nulla di tutto questo è avvenuto».
Il quadro di classe e le azioni di prevenzione
Secondo la lettera, Paolo era ben integrato nel gruppo classe, definito vivace e talvolta non facile da gestire, ma «caratterizzato da rapporti paritetici e mai prevaricanti». L’istituto sottolinea di aver compreso sin da subito le esigenze educative degli alunni e di attuare annualmente su tutte le classi prime i consueti interventi di prevenzione al bullismo e al cyberbullismo.
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