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Morto Marcello Miranda, volto simbolo di ‘Cinico Tv’

Pubblicato il 9 Aprile 2026

Una figura centrale nell’universo di Ciprì e Maresco

Marcello Miranda è scomparso a Palermo all’età di 67 anni, lasciando un vuoto profondo nel panorama artistico legato al cinema e alla televisione più provocatoria e fuori dagli schemi. È stato uno dei volti più riconoscibili delle opere di Daniele Ciprì e Franco Maresco, partecipando a tutti gli episodi di “Cinico Tv” dal 1989 fino alla fine degli anni Novanta.

Indimenticabile la sua interpretazione di Rocco Cane, personaggio diventato iconico per il pubblico e simbolo di un’estetica televisiva radicale e disturbante.

I ruoli più importanti tra cinema e televisione

Oltre al successo televisivo, Miranda ha preso parte a diversi progetti cinematografici dei due registi. Tra questi spiccano:

  • “Lo zio di Brooklyn”
  • “Totò che visse due volte”, dove ha dato vita al memorabile personaggio di Paletta
  • una partecipazione alla versione incompiuta e ancora inedita de “Il ritorno di Cagliostro”

Le sue ultime apparizioni risalgono alle serie televisive “I migliori nani della nostra vita” e “Ai confini della pietà”, trasmesse su La7 tra il 2006 e il 2007.

Il ricordo di Franco Maresco

La scomparsa dell’attore ha colpito profondamente Franco Maresco, che ha voluto ricordarlo con parole intense: “È per me un colpo veramente duro”.

Maresco ha raccontato il loro legame personale e artistico, sottolineando come Miranda, insieme a Francesco Tirone, sia stato tra i primi interpreti di “Cinico Tv”, scoperti e coinvolti quando erano ancora ragazzi nei quartieri popolari di Palermo, come piazza Lolli, corso Olivuzza e Boscogrande.

Un personaggio oltre l’attore

Per molti, Miranda coincideva completamente con il suo personaggio: “Rocco Cane” era ciò che il pubblico ricordava, più ancora del suo vero nome. Una figura grottesca e provocatoria, descritta come una parodia sottoproletaria di un’Italia in declino.

Maresco ha evidenziato come quella rappresentazione fosse anche una lettura amara e anticipatrice della realtà: un ritratto crudo di un Paese già avviato verso una trasformazione inquietante.

Un’eredità artistica unica

Nel ricordarlo, Maresco ha citato una definizione particolarmente significativa: Miranda come “il salame di Jacovitti”, una firma riconoscibile e irriverente all’interno delle loro opere.

Ma per il regista il suo valore andava oltre: “È stato il memento mori più feroce ed esilarante della televisione italiana”, un simbolo capace di unire comicità e tragedia in modo unico, anche se non sempre compreso fino in fondo dal grande pubblico.

Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante della televisione e del cinema italiano più sperimentale, lasciando un segno indelebile nella memoria di chi lo ha conosciuto e seguito. Foto: wikipedia

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