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Muffa: facciamo il punto sui trattamenti per eliminarla

La formazione di muffa all’interno di palazzi e abitazioni è un problema fin troppo comune che può ripercuotersi in maniera negativa sulla salute delle persone che vi risiedono o lavorano.

Pubblicato il 23 Giugno 2023

La formazione di muffa all’interno di palazzi e abitazioni è un problema fin troppo comune che può ripercuotersi in maniera negativa sulla salute delle persone che vi risiedono o lavorano.

Gli immobili edificati prima degli anni Novanta, in particolare i palazzi storici, risultano esposti in maggiore misura a questo genere di situazioni. Ciò è dovuto, innanzitutto, all’utilizzo di materiali inadatti ad impedire le infiltrazioni di acqua. Anche le tecniche adottate a quei tempi nel campo dell’edilizia, ormai, appaiono superate. Infine, con il trascorrere degli anni e con l’inevitabile esposizione alle intemperie, le strutture in muratura vanno incontro ad un graduale decadimento, per cui si rendono necessarie delle migliorie.

La muffa si forma frequentemente anche in edifici di recente costruzione, perfettamente isolati da cappotti, infissi performanti e materiali volti al risparmio energetico. In questo caso la muffa è figlia di una cattiva aerazione dell’immobile, che non riesce ad espellere l’umidità interna che si forma vivendo nelle abitazioni.

Per questo motivo diviene fondamentale rivolgersi ad una ditta specializzata nel settore come, per esempio, Murprotec che propone un trattamento antimuffa effettuato mediante l’ausilio di strumenti e attrezzatura di ultima generazione.

Da cosa dipende la formazione della muffa?

L’umidità è un fattore determinante nella formazione della muffa. La sua origine, a sua volta, può derivare dalla condensa sulle finestre, da perdite nelle tubature, come pure dalle infiltrazioni di acqua piovana dal tetto e dalle pareti.

Anche la scarsa ventilazione, impedendo la circolazione dell’aria ed aumentando il tasso di umidità all’interno degli ambienti domestici o di lavoro, può favorire la proliferazione sia di muffe che di funghi.

A prescindere dalle cause e dai possibili interventi anti-umidità, occorre eseguire una bonifica completa, seguita da un’accurata pulizia delle aree colpite dalla muffa.

Infine, per eliminare anche le problematiche di natura estetica, si passa alla tinteggiatura con un intonaco adatto, che previene l’accumulo di umidità e, con esso, le nuove infestazioni.

Come eliminare la muffa da tetto e pareti

Per evitare la comparsa di muffa, aloni e macchie scure sul soffitto e sulle pareti della propria abitazione, conviene sempre adottare accorgimenti preventivi. Tuttavia, se il problema è già presente, allora occorre rivolgersi a professionisti del settore come Murprotec. In ogni caso, è importante agire con tempestività per far sì che la situazione non peggiori, esponendo residenti e lavoratori a rischi per la salute.

Per prima cosa, comunque, è utile programmare un sopralluogo da parte di un tecnico che sappia individuare le carenze strutturali dell’edificio e, quindi, stabilire con certezza quale sia l’origine della muffa. Una volta individuate tali cause, si può pensare ad un intervento mirato, in modo da mettere definitivamente in sicurezza gli ambienti sia esterni che interni. La tipologia di trattamento, infatti, dipende prevalentemente dalla fonte di umidità.

Condensa

La condensa si forma per via di una combinazione di fattori. Il primo tra questi è relativo agli sbalzi termici tra dentro e fuori, specie se i materiali edili presentano scarse proprietà isolanti e/o traspiranti. A ciò si aggiunge, spesso, la mancata areazione degli ambienti, che fa sì che l’umidità ristagni e si accumuli sulle superfici interne, facendo emergere aloni e macchie scure e, soprattutto, creando un clima favorevole per la crescita della muffa.

Quella della condensa, dunque, è una problematica complessa, che richiede una valutazione incrociata di vari fattori: dalle caratteristiche strutturali dell’edificio alle sue condizioni climatiche.

Occorre, inoltre, tenere in considerazione tutte quelle abitudini personali e/o familiari che potrebbero avere un impatto negativo sulla salubrità degli ambienti, come un uso eccessivo dei sistemi di riscaldamento e/o la mancata apertura di porte e finestre.

In base ai risultati di tale analisi, il tecnico può suggerire la sostituzione dei vecchi materiali con soluzioni più performanti. Oppure, se lo scopo è migliorare la qualità dell’aria e indurre la fuoriuscita dell’umidità, la scelta potrebbe ricadere su filtri e impianti di areazione.